Provaci ancora, Cygnus

(ASI) – Stanotte il “cigno spaziale” ci proverà ancora. Dopo il rinvio dell’ultimo minuto, giustificato da un guasto al cavo di supporto a terra, la Orbital ATK tenterà nuovamente di far volare il razzo Antares e la navetta Cygnus, a distanza di 24 ore dalla prima opportunità fallita. Il veicolo cargo, contenente materiali scientifici e rifornimenti per gli inquilini della Stazione Spaziale Internazionale, sarebbe dovuto partire nella “pancia” del vettore ieri pomeriggio – le 14:03 in Italia – con destinazione ISS.Lo stop invece è arrivato nel corso di un’ispezione pre-lancio che ha evidenziato un problema al Ground Support Equipment: il rinvio di 24 ore è stato inevitabile per consentire ai tecnici di effettuare la riparazione. Il nuovo appuntamento con il cigno e il suo razzo è fissato per l’1:40 di stanotte, a condizione che le sostituzioni previste seguano la tabella di marcia stabilita e che il tempo – meteorologico – sia accettabile.Il vettore Antares torna a volare a due anni distanza dall’incidente dell’ottobre 2014 che lo vide esplodere e precipitare al suolo con un danno alla società stimato in 15 milioni di dollari. L’episodio fu ricondotto ad un guasto alla turbo pompa ad ossigeno liquido del motore AJ26 collocato nel primo stadio del vettore, che saltò in aria una manciata di secondi dopo il decollo. In seguito l’Orbital ATK decretò il pensionamento di quella tecnologia e la sostituzione con il più sicuro e performante RD-181.Se Cygnus fosse stato messo in orbita ieri, sarebbe stato agganciato alla Stazione mercoledì 19. Con lo slittamento della partenza, i membri della ISS dovranno attendere hardware, provviste ed esperimenti almeno fino a venerdì. Se poi l’aggancio della Soyuz con tre nuovi astronauti previsto per lo stesso 21 dovesse subire un ritardo, l’approdo del cigno sarebbe ulteriormente posticipato e la nave cargo sarebbe costretta a restare in orbita senza effettuare il docking per circa 20 giorni. A farsi attendere non solo i viveri per gli abitanti della Stazione ma anche un carico di esperimenti tra cui la seconda serie di Saffire, un payload sviluppato per testare la capacità dei materiali di bruciare in assenza di peso.

Provaci ancora, Cygnus