Primi germogli nell’orto marziano

Impossibile non pensare al protagonista di “The Martian”, la pellicola di Ridley Scott in cui il protagonista – l’astronauta Mark Watney, interpretato da Matt Damon – riesce a sopravvivere completamente solo sul pianeta rosso mettendo in piedi una coltivazione di patate. Sembra solo finzione cinematografica, eppure i risultati preliminari mostrano che si può fare.Crescono infatti i tuberi impiantati nel 2016 con Potatoes on Mars, progetto sviluppato dall’International Potato Center (CPI) con il supporto della University of Engineering and Technology (UTEC) di Lima e della NASA Ames Research Center, un esperimento che punta sullo sviluppo di colture in ambiente controllato che simuli condizioni estreme, con l’obiettivo di assicurare un giorno il sostentamento ai Robinson Crusoe marziani.Per farlo, i ricercatori scommettono sulla patata, perché è un ortaggio dotato di una grande capacità genetica all’adattamento, un’impareggiabile resistenza a condizioni estreme ed è ricco di nutrienti (vitamina C, zinco e ferro): dunque, inevitabilmente, il prezioso tubero è al centro dell’attenzione degli esperti del settore biorigenerativo, che lo indicano come miglior candidato per avere un ruolo in una futura colonizzazione di Marte. “Potatoes on Mars” è un articolato esperimento scientifico pensato dall’International Potato Center, prestigiosa istituzione peruviana che dal 1971 si occupa di ricerca e sviluppo in agricoltura, che coinvolge l’Ames Research Center e l’UTEC attraverso la realizzazione dei CubeSat, i mini satelliti in cui sono stati seminati i tuberi. Queste strutture ermetiche, che monitorano le condizioni di temperatura, pressione e anidride carbonica con l’obiettivo di replicare l’habitat marziano, ospitano il terreno e i germogli di patate – nutrite con acqua ricca di sostanze nutritive utili a compensare le carenze di un ambiente ostile allo sviluppo della vita – mentre le telecamere osservano il processo di crescita.Alla base dello studio c’è l’osservazione che in Perù i tuberi, elemento basilare nell’alimentazione delle popolazioni che vivono sulle Ande, riescono ad attecchire persino nell’ecosistema arido del deserto di Pampas de la Joya. Il suolo vulcanico e riarso di questa distesa spoglia è molto simile alla superficie di Marte e quindi ben si presta ad essere utilizzato come terreno di prova. Tra l’altro nella regione andina, ad ulteriore conferma della robustezza e della duttilità della patata, esiste un’immensa varietà di tipi di questo ortaggio (all’incirca 4.500 specie): tale fattore può essere di grande aiuto agli scienziati per individuare la qualità più resistente, che potrà essere impiegata per nutrire con prodotti freschi gli abitanti della futura colonia marziana.

L’esperimento, inoltre, condurrà a ricadute positive di studio e ricerca anche per migliorare le rese dell’agricoltura terrestre in zone particolarmente inospitali oppure che abbiano subito devastazioni o dissesti idrogeologici.

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Primi germogli nell’orto marziano