OT, il punto di vista di MUSES

La Stazione Spaziale Internazionale ha recentemente ‘accolto’ la piattaforma MUSES (Multiple User System for Earth Sensing), trasportata lo scorso 5 giugno dal cargo Dragon. Il sistema offre ai ricercatori un punto di vista particolare per l’Osservazione della Terra ed è ottimizzato per ospitare fino a quattro payload ottici e iperspettrali. Ogni strumento può essere installato e rimosso roboticamente. Inoltre, ciascun payload può essere gestito contemporaneamente agli altri, attivando un apparato che può comunicare con tutti i sistemi a bordo della stazione spaziale. MUSES trasmetterà una grande mole di dati e immagini della Terra alla squadra SERVIR della NASA per fornire informazioni e risposte alle catastrofi naturali e per aiutare le missioni umanitarie della squadra, migliorando il processo decisionale nel settore ambientale tra i Paesi in via di sviluppo. I dati di MUSES potranno essere utilizzati in risposta a disastri ambientali a livello mondiale. Sviluppato nell’ambito di un accordo di cooperazione tra la Teledyne Brown Engineering e la NASA, il sistema fornirà a molte aziende commerciali l’opportunità di condurre i loro esperimenti scientifici e le loro ricerche dallo spazio, e questo fa di MUSES una piattaforma eccellente per le dimostrazioni tecnologiche. Gli strumenti che volano a bordo della piattaforma saranno in grado di rilevare fenomeni come le inondazioni, l’erosione costiera, l’inquinamento dell’acqua, le maree e le frane. La prima indagine che sarà ospitata a bordo del sistema sarà il DLR Earth Sensing Imaging Spectrometer (DESIS) dell’agenzia spaziale tedesca; l’esperimento, il cui lancio è previsto entro la fine del 2017, sarà attivo con le missioni Expedition 51/52 e 53/54.

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