OSIRIS-REx chiama casa

(ASI) – OSIRIS REx gode di ottima salute e può continuare il viaggio verso l’asteroide Bennu. Durante la scorsa settimana i cinque strumenti e uno dei sistemi di navigazione sono stati sottoposti a una serie di controlli, tutti pienamente superati.I test sono iniziati lo scorso 19 settembre con la camera suite OCAMS fornita dall’Arizona State University che ha catturato l’immagine di una stella a nord della costellazione di Orione con la super gigante rossa Beltegeuse sullo sfondo.Subito dopo è stata la volta del laser altimetro OLA fornito dall’agenzia spaziale canadese, successivamente è toccato a OVIRS lo spettrometro attivo nel visibile e nell’infrarosso del Goodard Space Center e ad OTE, riservato alle emissioni termiche. Mercoledì è stato attivato il Regolite X-ray Imaging Spectrometer (REXIA) dell’ MIT e per ultima la telecamera di navigazione TAGCAMS che ha catturato l’immagine della sample Return Capsule, la capsula dove verranno raccolti i campioni di materile provenienti dall’asteroide.OSIRIS-REx impiegherà due anni per raggiungere Bennu nato 4,5 miliardi di anni fa quando la Terra era ancora in fasce. Una volta inserito in orbita la sonda osservarà il corpo celste per circa un anno per poi avvvicinarsi sempre di più azionando il braccio robotico lungo tre metri che procederà con la raccolta dei campioni. A missione conclusa, OSIRIS si allontanerà per spedire i frammenti conservati nella capsula che giungeranno a destinazione nel 2023.

Le stelle viste dalla sonda grazie alla camera OCAMS. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona

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