Oceano cosmico, culla galattica

(ASI) – E se la culla delle più grandi galassie distanti dell’Universo fosse un oceano cosmico? È l’ipotesi appena pubblicata su Science da un team internazionale di astronomi, che afferma di aver scoperto l’origine di alcuni tra i maggiori contenitori di stelle dello spazio.

Fino ad oggi gli scienziati pensavano che le super-galassie fossero generate semplicemente dal processo di fusione di galassie più piccole nei cosiddetti ammassi.

“Osserviamo galassie fondersi nell’Universo vicino – spiega infatti il primo autore dell’articolo, Bjorn Emonts del Center for Astrobiology in Spagna – e per questo ci aspettavamo che le super-galassie si formassero nello stesso modo anche nell’Universo distante”.

Ma poi gli astronomi hanno attivato una schiera radiotelescopi in Australia e negli Stati Uniti, tra cui il Very Large Array in New Mexico e l’Australia Telescope Compact Array di CSIRO. I dati raccolti hanno rivelato la presenza di un ammasso embrionale, a ben 10 miliardi di anni luce da noi, dalle caratteristiche decisamente insolite.

Al cuore di questo ammasso c’è la galassia in formazione MRC 1138-262, già nota da diversi anni con il nome di Galassia Ragnatela (Spiderweb Galaxy).

Analizzata in passato da Hubble, questa galassia è formata dall’assembramento di una miriade di piccole e luminose galassie, in cui è presente un’intensa attività di produzione stellare.

Ora le nuove osservazioni mostrano qualcosa di sorprendente nell’immediato vicinato della Ragnatela: l’ammasso che ospita MRC 1138-262 è in realtà composto da galassie che ‘nuotano’ in una sorta di oceano cosmico fatto di gas freddo.

Questa immensa nube gassosa è così grande da contenere circa 100 miliardi di volte la massa del nostro Sole, ed è formata per lo più da molecole di idrogeno – l’ingrediente base che compone stelle e galassie.

L’ipotesi dello studio su Science è che la galassia Ragnatela si sia condensata direttamente a partire da questo oceano di cosmico, freddissimo gas.

“È sconvolgente pensare a quanto tale gas debba essere gelato – commenta Matthew Lehnert dell’Institut d’Astrophysique di Parigi e co-autore dell’articolo – la sua temperatura raggiunge probabilmente -200 gradi Celsius”.

La culla delle più grandi galassie dell’Universo distante sembrerebbe dunque un luogo poco ospitale: nebbioso, rarefatto ed estremamente freddo. Ma è proprio da qui che potrebbero avere origine la miriade di stelle che popolano il cosmo a miliardi di anni luce da noi.

Spiderweb sarà d’ora in poi un ‘laboratorio’ privilegiato, che permetterà agli astronomi di tenere d’occhio l’evoluzione di una galassia emersa dal misterioso oceano gassoso che permea l’Universo distante.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Oceano cosmico, culla galattica