‘Novilunio’ per Giove

Il gigante gassoso Giove simile a una luna che emerge dal buio cosmico sfoggiando il suo primo quarto. È ancora lui il soggetto in primo piano delle cartoline dallo spazio firmate JunoCam, la camera operante nella luce visibile a bordo della missione NASA Juno.

Il nuovo scatto è stato realizzato dallo scienziato in erba Roman Tkachenko sulla base dei dati raccolti dalla sonda americana durante un sorvolo ravvicinato. A rendere riconoscibile il profilo del sesto pianeta del Sistema Solare, la Grande Macchia Rossa – il longevo anticiclone che spazza la superficie aliena da 300 anni almeno – e un ‘filo di perle ovali’, le spaventose tempeste che si abbattono nell’emisfero meridionale ruotando in senso antiorario.

L’immagine è stata prodotta con le informazioni collezionate da JunoCam l’11 dicembre 2016, nel corso del terzo flyby di Giove, quando la sonda e i suoi strumenti volavano a 458.000 chilometri dal suolo. Nonostante il suo lavoro contribuisca a fornire indizi agli scienziati del team di Juno, la camera, progettata per guardare i poli di Giove e le nubi che li avvolgono, non è considerata uno strumento scientifico e il suo obiettivo è di proporre spettacolari cartoline con scopi divulgativi.

La missione Juno – lanciata nel 2011 e giunta intorno al pianeta di destinazione il 4 luglio 2016, il 5 in Italia – ha lo scopo di analizzare le caratteristiche di Giove come rappresentante dei Pianeti Giganti. Gli obiettivi scientifici di Juno consistono prevalentemente nel comprendere l’origine e l’evoluzione del pianeta, determinarne la struttura interna, esplorare la magnetosfera polare e ricercare l’origine del campo magnetico, misurare l’abbondanza dell’acqua, caratterizzare i venti nella bassa atmosfera, le abbondanze relative di ossigeno e azoto e le variazioni dovute a fenomeni atmosferici. Inoltre, Juno osserverà le aurore boreali di Giove al fine di studiare il campo magnetico del pianeta e la sua interazione con l’atmosfera.

La partecipazione italiana alla missione si basa sull’esperienza ormai consolidata nel campo degli spettrometri, camere ottiche e radio scienza. In particolare l’Italia ha fornito due strumenti: lo spettrometro ad immagine infrarosso JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper, PI Alberto Adriani INAF-IAPS, realizzato dalla Divisione Avionica di Leonardo-Finmeccanica) e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator, PI Luciano Iess dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, realizzato da Thales Alenia Space-I) che rappresenta la porzione nella banda Ka dell’esperimento di gravità.

Ambedue questi strumenti sfruttano importanti sinergie con gli analoghi strumenti in sviluppo per la missione BepiColombo, ottimizzando i costi e incrementando il ruolo sia scientifico che tecnologico italiano.

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‘Novilunio’ per Giove