Nelle profondità di Utopia Planitia

(ASI) – C’è un enorme lago sotterraneo d’acqua di ghiaccio negli strati più profondi di Utopia Planitia. Lo ha scoperto SHARAD il radar a penetrazione di sottosuolo sviluppato in Italia a bordo del Mars Reconnaisance Orbiter (MRO) dopo una serie di 600 passaggi sopra l’area.Il deposito è spesso da 80 a 170 metri ed è composto per il 50-85% da ghiaccio d’acqua mescolato a polveri o particelle rocciose. La quantità d’acqua contenuta, è superiore a quella del Lago Superiore, il maggiore dei Grandi Laghi statunitensi.

Il bacino – situato a metà strada tra l’equatore e il polo nord di Marte – non sarebbe potuto esistere in superficie alle condizioni odierne: si sarebbe trasformato in vapore acqueo a causa della sottile atmosfera marziana e la protezione fornita da uno strato di terreno spesso da 1 a 10 metri ne ha impedito la sublimazione.

Secondo il parere degli scienziati, il deposito si è formato in un’epoca in cui l’asse di Marte era più inclinato rispetto ad oggi. L’inclinazione assiale attuale – pari a 25 gradi – permette l’accumulo di acqua ghiacciata ai poli: durante dei cicli della durata di 120.000 anni l’inclinazione varia più del doppio riscaldando i poli e trasportando i ghiacci a latitudini intermedie.

“Questo bacino è probabilmente il più accessibile in tutto il pianeta poiché si trova in una zona pianeggiante e ad una bassa latitudine – sottolinea Jack Holt dell’Università del Texas e co autore dello studio – in un’area dove sarebbe possibile far atterrare una sonda più facilmente che in altri luoghi”.

Le caratteristiche morfologiche di Utopia Planitia sono sotto l’occhio degli scienziati già da diversi decenni: la vasta pianura dal diametro che sfiora i 3300 chilometri è stata il sito di atterraggio della sonda Viking 2 inviata dalla NASA nel 1976.

I suoi avvallamenti e le sue depressioni sono simili a quelli che si possono riscontrare nell’area artica canadese dove sono indicativi della presenza di ghiaccio nel terreno. Le ulteriori analisi sui dati di SHARAD, saranno d’aiuto per ricostruire la storia evolutiva del ghiaccio marziano, per utilizzarlo come risorsa per le prossime missioni su Marte.

“E’ importante sapere di più sulla distribuzione e la quantità dell’acqua marziana – ha detto Leslie Tamppari deputy project scientist di MRO – sappiamo che in passato Marte aveva acqua sufficiente a formare laghi e fiumi. Gran parte di essa è evaporata nel corso del tempo ma c’è ancora una vasta riserva di acqua sotterranea sotto forma di ghiaccio ancora tutta da scoprire e i nostri sforzi, sono focalizzati su questo obiettivo”.

La posizione del lago sotterraneo su Utopia Planitia. Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Rome/ASI/PSI

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