Mutanti a bordo della ISS

(ASI) – Come si comporta il Dna in condizioni di microgravità, quali cambiamenti subisce? È uno degli interrogativi principali dell’abitare lo spazio. Per trovare una risposta gli scienziati hanno deciso d’interrogare i batteri, il cui tasso di mutazione in condizioni di microgravità è più elevato.

Gli esperti della compagnia Nanobiosym, basata a Cambridge, nel Massachusetts, hanno scelto un superbatterio, lo Staphylococcus Aureus Meticillina Resistente (MRSA). Un microrganismo che negli ultimi anni è diventato oggetto di speciali attenzioni da parte degli scienziati, a causa della sua capacità di mutare acquisendo resistenza ai più comuni antibiotici.

“Alcuni dati suggeriscono che la condizione di microgravità aumenta il tasso di mutazione, ma ancora – spiega Anita Goel, coordinatrice del progetto – non ne conosciamo i meccanismi, né quale ruolo giochi il particolare ambiente spaziale”.

L’antibiotico-resistenza è, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una delle minacce più serie alla salute pubblica globale. Per questo la compagnia USA, grazie alla NASA, ha inviato sulla ISS, avamposto dell’umanità nello spazio, dei campioni di Staphylococcus, a bordo dell’ultima missione di rifornimento della Stazione, la SpaceX-10.

I campioni verranno poi riportati sulla Terra, dove saranno sottoposti ad analisi genetiche, per studiarne il tasso di mutazioni, che verrà poi confrontato con quello di altri ceppi rimasti a terra. Lo scopo dell’esperimento è comprendere come il Dna si adatta alle condizioni di microgravità.

La compagnia di biotecnologie Nanobiosym ha, infatti, sviluppato uno speciale scanner, chiamato Gene-RADAR, in grado di rivelare come due particolari ceppi di MRSA mutano nello spazio. Agli scienziati interessa, in particolare, capire le basi molecolari della resistenza agli antibiotici dello Staphylococcus Aureus MRSA. L’obiettivo è, infatti, poter predire come il batterio muta e, grazie a speciali algoritmi, riuscire a mettere a punto nuovi farmaci, più efficaci contro la resistenza microbica.

In futuro, questi esperimenti potranno consentire la messa a punto di appositi kit, per permettere agli astronauti di effettuare le analisi genetiche direttamente sul posto, in tempo reale. Per esempio, su eventuali campioni marziani, in cerca di possibili tracce di vita.

Mutanti a bordo della ISS