Marte, le ‘impronte digitali’ della vita

L’antica presenza di acqua su Marte è un fatto ormai comunemente accertato dagli astronomi.

Tortuosi fiumi, laghi potenzialmente abitabili e mari di idrocarburi: ecco solo alcune delle scoperte che recentemente hanno aumentato la certezza del diversissimo aspetto che doveva avere il pianeta rosso milioni di anni fa.

Oggi arriva una nuova, affascinante prova a sostegno del possibile legame tra acqua e tracce di vita sulla superficie di Marte. Si tratta della prima conferma della presenza di carbonati sotto la crosta marziana, che testimonierebbe appunto l’abbondanza di acqua liquida nel passato del quarto pianeta del Sistema solare.

Lo studio, coordinato dal Georgia Institute of Technology, è stato pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets.

I carbonati sono sali derivati dall’acido carbonico, e quelli trovati dai ricercatori sono in particolare carbonati di ferro e di calcio.

“L’identificazione di questi antichi carbonati – dice Janice Bishop del SETI Institute e co-autrice dell’articolo – rappresenta una finestra sulla storia di Marte, quando il suo clima era molto diverso dal deserto freddo e secco che troviamo oggi”.

Nel passato marziano le condizioni atmosferiche erano quindi tali da rendere possibile la presenza di vita. Uno dei luoghi più favorevoli tra quelli evidenziati da Bishop e colleghi è il cratere Lucaya, dove carbonati vecchi almeno 3.8 miliardi di anni sono stati letteralmente bruciati da colate di lava estese per circa 5 Km.

I carbonati sono stati individuati grazie al Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM), parte del Mars Reconnaissance Orbiter.

Questo strumento raccoglie le “impronte digitali” spettroscopiche dei carbonati e di altri minerali, attraverso le vibrazioni delle molecole nelle loro strutture cristalline che producono emissioni infrarosse.

Si tratta di un’analisi qualitativa, che non risponde ancora alla domanda su quale fosse la distribuzione dei carbonati marziani su ampia scala. Per questo le condizioni climatiche del giovane pianeta rosso sono ancora soggette a dibattito; ma lo studio sui carbonati è un passo avanti verso la comprensione della potenziali antica abitabilità su Marte.

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