‘Luci di festa’ sulle nebulose

(ASI) – Una macchia di rosa acceso che spicca in tutta la sua luminosità sullo spazio circostante, conferendogli un’atmosfera festosa. E’ questo il ‘look’ smagliante con cui si sono presentate all’obiettivo di Hubble le due nebulose catalogate insieme con la sigla NGC 248 (foto accanto – credits: NASA/ESA/STScI/K. Sandstrom-University of California San Diego/SMIDGE team). Scoperte nel 1834 dall’astronomo inglese John Herschel, le nebulose, per la loro posizione, sembrano un solo oggetto celeste e si trovano nella Piccola Nube di Magellano, una galassia nana – satellite della Via Lattea – situata ad una distanza di circa 200mila anni luce nella costellazione meridionale del Tucano. L’area occupata da NGC 248 misura complessivamente circa 60 anni luce in lunghezza e 20 anni luce in ampiezza. La colorazione sgargiante della ‘coppia in rosa’ si deve all’intensa radiazione derivante dalle giovani stelle che popolano il centro di ciascuna nebulosa e che ne surriscaldano l’idrogeno. L’immagine, realizzata con i dati acquisiti dallo strumento ACS (Advanced Camera for Surveys) dello storico telescopio NASAESA, fa parte di SMIDGE (Small Magellanic cloud Investigation of Dust and Gas Evolution), una mappatura dedicata alla minore delle due Nubi intitolate al celebre navigatore portoghese.

Piccola Nube di Magellano (Credits: ESA/NASA/JPL-Caltech/STScI)

Gli astronomi stanno utilizzando Hubble per analizzare a fondo la Piccola Nube (foto a destra – credits: ESA/NASA/JPL-Caltech/STScI) e comprendere come le sue polveri siano differenti da quella della Via Lattea.La polvere, infatti, è un componente importante di molte galassie ed è connessa ai meccanismi di formazione stellare; la relativa vicinanza alla Via Lattea ha reso la galassia nana un target ideale per studiare in dettaglio le polveri e i processi che avvengono all’interno delle ‘famiglie’ di stelle. Dalle indagini sinora svolte è stato riscontrato che la Piccola Nube possiede una bassa quantità di elementi pesanti rispetto alla Via Lattea e questa peculiarità, secondo gli studiosi, doveva caratterizzare le galassie nell’Universo primordiale. Quindi, la Piccola Nube costituisce un vero e proprio ‘laboratorio cosmico’ per ricostruire anche la storia della nostra galassia, dato che la maggioranza dei processi di formazione stellare è avvenuta in un’epoca remota in cui la percentuale degli elementi pesanti nella Via Lattea era più bassa.

‘Luci di festa’ sulle nebulose