Lo Spazio ci parla russo

(ASI) – Sebbene la crisi ‘morda’ il bilancio statale più del previsto, a Mosca lo Spazio resta comunque una scelta strategica indiscutibile. Sono giorni di festa, in Russia, dove dal 12 aprile scorso si celebra l’anniversario numero 55 della storica impresa di Yuri Gagarin: “L’uomo sovietico nel cosmo”, come titolava la Literaturnaja Gazeta dell’epoca.

Dunque forse i giorni più adatti per confermare l’impegno russo nei grandi progetti spaziali in corso ed in cantiere. Con l’agenzia statale Roscosmos uscita trasformata dalla riforma voluta da Vladimir Putin a fine 2015 e avviata ad assumere il controllo di tutte le principali aziende spaziali del Paese entro l’anno.

Confermata dunque la partecipazione di Mosca alla ISS fino a tutto il 2024, senza smentire il progetto di arricchire il segmento russo con nuove attività (non esclusa quella turistica). E confermato il progetto della nuova capsula Federation, che entro 5 anni sostituirà la Soyuz, (portando in orbita sei passeggeri per volta, contro i tre della storica ‘nonnina’*).

Così come è confermata l’inaugurazione del nuovo cosmodromo di Vostochny, candidato a mandare in pensione Baikonour e con il primo lancio in agenda per il 27 aprile. Mentre prosegue lo sviluppo del programma di navigazione ‘proprietario’ Glonass – è dello scorso ottobre l’annuncio dell’istallazione di 48 nuove stazioni anche all’estero e l’avvio di 36 partnership di collaborazione.

Un elenco parziale in cui non va dimenticato l’impegno russo nella missione ExoMars 2018, di cui è stata appena avviata la prima fase (Exomars 2016) e in cui l’Italia ha un ruolo di primissimo piano.

Tutto questo mentre Mosca è, appunto, in festa per celebrare il primo uomo nello Spazio. L’evento principale, tra i mille programmati in ogni provincia della sterminata confederazione, si è svolto naturalmente al Cremlino, con il Gran Galà all’Auditorium del 12 aprile. Una straordinaria kermesse aperta dal presidente Vladimir Putin alla quale, in rappresentanza ufficiale dell’ASI – e unico ospite italiano – ha preso parte la responsabile delle attività di Osservazione ed Esplorazione dell’Universo Barbara Negri.

Quasi tre ore di conferenze, spettacoli, balletti, concerti ed esibizioni seguite in sala da migliaia di ospiti e in tv da decine di milioni di telespettatori. Tra i momenti più ‘alti’, oltre all’intervento di Putin e a quello del direttore generale di Roscosmos Igor Komarov, sicuramente va ricordato anche il collegamento audio/video con i tre cosmonauti russi presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

“Ma tutta la serata è stata una festa incredibile, grandiosa e straordinaria – commenta Barbara Negri – uno show che mi ha colpito per la capacità di combinare tradizione e modernità ai massimi livelli, lasciando un grande senso di ‘pienezza’”. “La cosa che più di tutto mi è rimasta impressa da questa esperienza – conclude la Negri – è la sensazione di appartenenza che comunicavano tutti, uomini e donne, bambini ed anziani: il senso di appartenenza alla grandezza del proprio Paese”.

* Federation sarà lanciata con un vettore Angara A5. Il costo di sviluppo della capsula è di circa 58 miliardi di rubli (734 milioni di dollari americani) nell’arco di sei anni, contro i 2,4 miliardi di dollari stanzialti per lo sviluppo della capsula privata americana Dragon V2 di SpaceX.

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