Lo sguardo vigile di EO-1

Sta per godersi il meritato riposo dopo quasi 17 anni di onorato servizio, ma prima del termine della sua vita operativa, programmato per il 30 marzo 2017, ha voluto ancora una volta dare prova della sua maestria. A guadagnarsi nuovamente gli onori della cronaca, dopo tanti primati e risultati positivi, è EO-1 (Earth Observing-1), satellite NASA di Osservazione della Terra, che con il suo sistema di intelligenza artificiale ha potuto cogliere in un momento cruciale il lago di lava che si trova nella caldera del vulcano Erta Ale, in Etiopia (foto accanto a sinistra – credits: NASA/JPL/EO-1 Mission/GSFC/Ashley Davies). Il cratere, che si trova nella regione di Afar e fa parte di una catena di vulcani, è noto appunto per il suo lago incandescente ed è uno dei pochi sulla Terra a presentare questa caratteristica. Lo scorso 21 gennaio la sommità dell’Erta Ale è stata interessata da una nuova frattura, la cui ampiezza (3 chilometri) potrebbe dar luogo ad un rimodellamento della cima. Gli esperti impegnati a monitorare questo raro vulcano, nel momento in cui si sono resi conto dell’attività di Erta Ale, hanno immediatamente contattato la NASA per avere le immagini di EO-1 che li ha sorpresi con la sua prontezza, visto che al momento della richiesta era già al lavoro sul cratere.

Il satellite EO-1 (Credits: NASA) La solerzia di EO-1 si deve al suo sistema di intelligenza artificiale ASE (Autonomous Sciencecraft Experiment) che, allertato dai segnali di un altro satellite, ha immediatamente ‘ordinato’ ad EO-1 di dirigere il suo sguardo sulla frattura di Erta Ale, consentendo ai vulcanologi di avere le immagini in tempi molto brevi.Il software ASE, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e ‘caricato’ su EO-1 nel 2003, in 14 anni di servizio si è rivelato di grande utilità, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio dei disastri ambientali.Il software, ad esempio, è stato utilizzato per monitorare l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull, che nel 2010 provocò la paralisi del traffico aereo nei cieli europei, e per studiare le alluvioni che hanno colpito la Thailandia. La recente ‘impresa’ di ASE giunge quindi a coronamento della missione di EO-1, satellite nato con l’intento di testare nuovi strumenti e tecnologie di Osservazione della Terra per un anno e invece rimasto in orbita con successo per altri 16. Lo spegnimento programmato di EO-1 a fine mese coinvolgerà anche ASE, che lascia però un’eredità scientifica molto significativa. Questo tipo di software, infatti, potrà trovare validi impieghi anche nell’esplorazione spaziale, ad esempio per studiare particolari situazioni che richiedono di tenere sotto controllo l’evolversi della situazione, come il passaggio di una cometa o il risveglio di vulcani su lune distanti.

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