LIS ‘concede’ il bis

(ASI) – Fenomeno affascinante e temuto che turba l’atmosfera terrestre, i fulmini saranno presto al centro di un’indagine a tutto campo che verrà condotta dal privilegiato punto di vista della Stazione Spaziale Internazionale. Nella foto accanto a sinistra, il bagliore di un fulmine sopra l’Oceano Pacifico, ripreso dagli astronauti a bordo della ISS (Credits: NASA). L’investigatore in questione è lo strumento LIS (Lightning Imaging Sensor) della NASA, che partirà alla volta della ‘dimora degli astronauti’ il 18 febbraio 2017 con il lancio del cargo Dragon di SpaceX, contenente rifornimenti ed attrezzature scientifiche per la ISS. Non è la prima volta che l’agenzia spaziale a stelle e strisce si cimenta con lo studio dei fulmini. Il nuovo strumento, infatti, si presenta come un back-up di quello, omonimo, lanciato venti anni fa a bordo del satellite TRMM (Tropical Rainfall Measuring Mission), missione congiunta NASA-JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) dedicata allo studio delle precipitazioni tropicali. L’idea di osservare i fulmini dallo spazio e di utilizzarne i dati per approfondire le dinamiche del clima era emersa già alla fine degli anni ’70 e TRMM è stata la prima missione a fornire un quadro completo di questo fenomeno nelle zone tropicali.

Fulmini sulla California (Credits: NASA) Il nuovo LIS, che sarà collocato all’esterno della Stazione Spaziale in modo da essere rivolto verso la Terra, sarà operativo per due anni e proseguirà il lavoro del suo predecessore sui fulmini, studiando anche le loro connessioni con altre manifestazioni dell’atmosfera.Rispetto al suo gemello, che era focalizzato sulle aree tropicali, il LIS di oggi punterà il suo sguardo su un’area molto più vasta, che include anche le zone temperate, compresa tra 56 gradi di latitudine nord e altrettanti di latitudine sud.Inoltre, la collocazione sulla ISS consentirà allo strumento di osservare tutte le varie tipologie di fulmini che si sviluppano nel corso delle 24 ore sia sulle terre emerse che sul mare e di monitorare la distribuzione del fenomeno nelle diverse fasi della giornata.Nella foto accanto a destra, anch’essa scattata dagli astronauti sulla ISS, la chiazza bianca scintillante di un fulmine spicca sulle nubi che coprono la California (Credits: NASA). I dati di LIS, quindi, saranno utili anche per analizzare la connessione tra fulmini e condizioni atmosferiche particolarmente inclementi, soprattutto nell’ottica di fornire servizi di previsione e allerta meteo sempre più accurati. La comunità scientifica e quella degli utenti potranno accedere ai dati di LIS in tempo reale, una trasmissione resa possibile grazie al centro SPoRT (Short-term Prediction Research and Transition) della NASA. L’arrivo di LIS sulla Stazione Spaziale è previsto per il 20 febbraio prossimo.

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