La ‘porta’ per le astronavi del futuro

E’ pronta a volare, la nuova ‘porta d’ingresso’ alla Stazione spaziale internazionale, un anello metallico attraverso cui sbarcheranno sulla ISS gli astronauti condotti in orbita dalle future astronavi ‘crew’. Si chiama IDA-2, International Docking Adapter-2, ed è un adattatore che permetterà l’aggancio automatico delle navicelle private con uomini a bordo.

Un altro tassello che andrà a posizionarsi per comporre lo scenario del trasporto umano del futuro a quota 400 km: quello che vedrà protagoniste società come SpaceX e Boeing che di fatto toglieranno l’esclusiva alla Soyuz, la spartana ma infallibile capsula russa che dal pensionamento dello Space Shuttle nel 2011 è l’unico taxi spaziale in servizio da e per l’orbita bassa.

Sarà la stessa compagnia di Elon Musk a portare in orbita con la missione cargo Dragon CRS-6 il nuovo ‘gateway’ per le stelle, costruito dal gigante Boeing. La partenza del carico è in programma per le prime luci di lunedì 18 luglio, ora di Cape Canaveral, in Florida, e lascerà la Terra grazie alla spinta di un vettore Falcon 9, sempre di casa SpaceX.

A bordo a quasi 2 tonnellate tra cibo, parti di ricambio ed esperimenti scientifici, tra cui un apparecchio per il sequenziamento del DNA chiamato minION con cui per la prima volta sarà mappato il DNA nello spazio. Ma il ‘pezzo’ più atteso del carico è probabilmente ‘l’anello’.

L’installazione dell’IDA sulla Stazione è infatti cruciale per l’avanzamento del Commercial Crew Program della NASA, programma con cui l’Agenzia intende riguadagnarsi un ruolo nel settore del trasporto umano LEO e che vede attualmente SpaceX e Boeing in dirittura d’arrivo per il lancio della prima capsula abitata. La compagnia di Musk con una versione modificata del ‘Drago’, la ‘Crew Dragon’, il cui volo inaugurale è attualmente in calendario per il 2017.

Mentre Boeing prevede di far volare la sua CST-100 Starliner per con uomini a bordo nel 2018. Il nuovo punto d’attracco per astronavi non sarà però ad uso esclusivo delle due compagnie, realizzato secondo un sistema di docking internazionale potrà accogliere qualunque capsula costruita con lo stesso standard di ‘aggancio’.

Dragon impiegherà due giorni di viaggio per raggiungere la ISS. Una volta a destinazione il braccio robotico della Stazione estrarrà l’IDA dalla nave, posizionandolo nei pressi del Nodo italiano numero 2 ‘Harmony’, che diventerà quindi il nuovo ingresso ‘crew’ alla Stazione. Per finalizzare le operazioni di installazione sarà poi necessaria una attività extra-veicolare, in programma entro l’estate.

La Nasa auspica non vi siano ritardi sulla tabella di marcia, già stravolta in seguito alla perdita nel 2015 del carico della missione Dragon CR-7, esplosa in aria poco dopo il decollo. A bordo vi era l’IDA-1 che andò perso nell’incidente. Il lancio di lunedì prossimo avrebbe dovuto portare in orbita il secondo connettore, con funzione di backup. Ciò vuol dire che nel momento in cui la prima nave passeggeri arriverà alle porte della ISS, potrebbe essere presente sulla stazione un solo punto di approdo. Il rischio è che, nel caso si verificasse un qualche malfunzionamento nel ‘ring’, la capsula sarebbe impossibilitata ad attraccare.

Per questo motivo il program manager NASA della ISS, Kirk Shireman, ha dichiarato che l’Agenzia sta pianificando di imbarcare l’IDA-3 sulla missione di rifornimento Dragon CRS-16 che al momento non ha ancora una data di lancio.

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