La NASA fa i biglietti per la ISS

Stazione Spaziale Internazionale, arrivano i rinforzi. Buone notizie per la NASA (e per l’esplorazione umana spaziale): l’Agenzia americana ha comprato attraverso la Boeing due passaggi Soyuz a/r per l’avamposto orbitante – programmati per settembre di quest’anno e marzo 2019 – e l’opzione sull’acquisto di successivi biglietti, nel caso le navette commerciali non fossero ancora disponibili ad assicurare il trasporto degli astro esploratori.La NASA così prende i biglietti per la ISS garantendosi l’aumento di una unità del numero di astronauti statunitensi a bordo – in questo modo i residenti passerebbero da 6 a 7 in configurazione stabile. Nel quadro della situazione rientra anche il ruolo giocato dai privati: la stessa Boeing e la Space X non promettono ancora la piena operatività delle loro capsule CST-100 Starliner e Dragon, che a regime potrebbero traghettare 4 persone alla volta, assicurando la possibilità di fissare a 7 il numero degli inquilini nella casa orbitante. L’incertezza sui tempi di consegna delle navette commerciali, spinge la NASA a ragionare sull’opzione Soyuz ancora per un po’.L’accordo con Roscosmos per l’utilizzo del razzo russo passa attraverso la Boeing, società che a sua volta ha ricevuto i diritti per i posti a sedere sul razzo da RSC Energia, prime contractor del programma di volo umano sviluppato da Mosca. L’opportunità si è presentata in seguito alla decisione di Roscosmos di ridurre momentaneamente la sua quota di equipaggio sulla Stazione da 3 a 2 cosmonauti per ottimizzare i costi in vista del lancio del laboratorio MLM.Il valore di ciascun passaggio da e per la ISS è del valore di 74,7 milioni di dollari: la tariffa, ribassata da 81,7 milioni, è stata negoziata direttamente con il governo di Mosca e si riferisce ai viaggi sulla Soyuz effettuati fino a marzo 2019. Resta la possibilità che la NASA finalizzi l’acquisto anche di altri 3 posti, eventualmente da ridistribuire tra i partener – ESA, Agenzia Spaziale Canadese e Giapponese. Con l’aumento del numero di astronauti americani a bordo della ISS – e quindi delle ore di lavoro dedicate alla ricerca – si apre la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia dell’esplorazione umana che racconti di scienza, tecnologia e futuro del volo spaziale commerciale.

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