La Luna alle Canarie

Sono stati impegnati full time per nove giorni in una zona rocciosa del parco naturale Teide a Tenerife e il loro vagabondare ha consentito agli studiosi di raccogliere una vasta messe di dati, che saranno utilizzati nell’ambito del progetto LUCID (Lunar Scenario Concept Validation and Demonstration) dell’ESA. I protagonisti di questo tour de force diurno e notturno sono stati due rover dell’ente spaziale europeo, HDPR (Heavy Duty Planetary Rover – foto in basso a destra) e RAT (Rover Autonomy Testbed – foto accanto a sinistra), che hanno percorso, nel parco Teide, un’area ricoperta di rocce (Las Minas de San Josè), il cui look ricorda la superficie della Luna. La campagna di test è stata condotta da una squadra del Planetary Robotics Laboratory dell’ESA, insieme ai tecnici della società GMV, e, rispetto ad altre sperimentazioni di questo tipo, è stata caratterizzata da un’intensa attività notturna. Le prove al buio sono state ritenute necessarie nella prospettiva di future missioni destinate ad esplorare le regioni polari della Luna, caratterizzate da condizioni di luminosità non ottimali.

Il rover HDPR (Credits: ESA)

L’elevata latitudine di queste aree, infatti, comporta la presenza di ampie zone d’ombra dato che il Sole si trova in una posizione bassa rispetto all’orizzonte.A questo problema sta cercando di dare delle risposte il progetto LUCID, con cui gli scienziati stanno testando varie tipologie di sensori e di strumenti software da impiegare sui rover, per pianificare le migliori strategie di esplorazione del suolo lunare in differenti condizioni di luminosità e di terreno. Le attività sperimentali con HDPR e RAT sono state avviate di giorno, in modo tale che gli strumenti potessero raccogliere senza problemi i dati sul territorio, e poi proseguite di notte per verificare il comportamento dei vari strumenti. Il rover HDPR, inoltre, è stato sottoposto anche a prove di movimento autonomo. Ulteriori test sul campo saranno effettuati dai tecnici GMV il prossimo settembre sempre a Las Minas de San Josè, mentre il team del Planetary Robotics Laboratory dell’ESA sarà impegnato a processare gli oltre tre terabyte di dati raccolti durante la campagna appena conclusa.

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