La lattuga nell’orto marziano

Colture marziane sbocciano sotto il cielo della Florida. Con lo sguardo rivolto all’avventura cinematografica di The Martian – la pellicola firmata Ridley Scott in cui il novello Robinson Crusoe Matt Damon ha la meglio sulle avversità legate ad un ambiente tossico per la sussistenza – le maggiori Agenzie spaziali si danno da fare per predisporre missioni di esplorazione del pianeta rosso con equipaggio umano.Per farlo, pensano anche a qualcosa di “pratico”, ad esempio a cosa mangerebbero i “coloni” una volta giunti a destinazione: da scartare l’idea di traghettare le provviste per via dei costi esorbitanti – circa 1 miliardo di dollari all’anno per ciascun membro della spedizione. La soluzione potrebbe essere quella di impiantare colture in loco, almeno secondo un gruppo di scienziati che presso il Florida Institute of Technology sta crescendo un orto in un habitat alieno simulato.Dopo l’esperienza delle zinnie cresciute sulla Stazione Spaziale Internazionale, è la volta della lattuga outredgeous – una varietà rossa simile alla romana – coltivata in una serra in cui sono state riprodotte le caratteristiche del suolo alieno. Le peculiarità del terreno sono replicate sulla base delle indicazioni fornite dai vari rover che durante le rispettive marce hanno prelevato manciate di sabbia marziana e analizzato la composizione con gli strumenti di bordo per poi inviare i dati a terra. Il prodotto finale non potrà essere più preciso di così fino a quando non saranno sviluppati progetti che prevedano l’invio di campioni in laboratori terrestri.La “ricetta” perfetta per un suolo marziano è condizionata dalla percentuale di regolite: questo materiale, presente anche sul nostro pianeta, ha caratteristiche singolari su Marte, difficili da replicare e che condizionano lo sviluppo della pianta. A differenza della nostra regolite, quella aliena non contiene materia organica ed è povera di minerali preziosi per la vita del vegetale, come fosfati e nitrati. Inoltre la regolite marziana allo stato puro è tossica per ogni essere vivente per via dell’alto numero di perclorati. Il materiale sintetico che simula l’originale alieno non è ancora perfetto, tuttavia con quello a disposizione è già possibile prevedere come intervenire – con fertilizzanti da somministrare al terreno – per far sì che l’orto marziano cresca rigoglioso.

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