La “firma” chimica extragalattica

C’è lo zampino di ALMA dietro l’osservazione di un “bozzolo stellare” dall’impronta chimica anomala. Il radiointerferometro targato ESOEuropean Southern Observatory – puntato in direzione della Grande Nube di Magellano (LMC), ha individuato un giovane astro massiccio avvolto da una peculiare massa calda e densa di molecole complesse. Questa struttura, conosciuta come nucleo molecolare caldo, è la prima del suo genere ad essere “stanata” al di fuori della Via Lattea e presenta sensibili differenze con gli oggetti simili osservati nella nostra galassia, a testimonianza del fatto che nell’Universo vicino e lontano c’è grande varietà.Il team di astronomi giapponesi ha rilevato, dati di ALMA alla mano, le emissioni prodotte da una regione della galassia nana LMC, che indicavano l’esistenza della neonata stella ST11, circondata da un involucro dalla chimica peculiare: il nucleo molecolare caldo che cinge ST11 ha una “firma” molto diversa da quella dei “bozzoli stellari” rintracciati nella Milky Way. Nel nucleo sono presenti molecole “familiari” come l’anidride solforosa, il monossido di azoto e la formaldeide assieme a composti organici responsabili della genesi di molecole probiotiche in ambiente spaziale come il metanolo, o elementi diversi da idrogeno ed elio, in quantità molto ridotta. Gli scienziati ritengono che l’habitat galattico abbia condizionato i processi di formazione molecolare, determinando la chimica atipica. A sua volta essa lascia spazio a nuove domande: quali effetti potrebbe avere la diversità sullo sviluppo della vita fuori dal nostro angolo di Universo?

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

La “firma” chimica extragalattica