JUNO, flyby di successo

(ASI) –

Ha sorvolato le tumultuose nubi di Giove ad una distanza di circa 4200 chilometri, raggiungendo il momento clou dell’incontro alle 15.44 (ora italiana) di sabato 27 agosto 2016: i protagonisti del ‘faccia a faccia’ sono JUNO (JUpiter Near-polar Orbiter), la sonda della NASA che vanta un forte contributo italiano, e il ‘gigante gassoso’ del Sistema Solare. Il primo flyby ravvicinato è avvenuto con successo ed è stata anche la prima volta che JUNO si è trovata così prossima a Giove da quando è entrata nella sua orbita. Il passaggio radente del 27 agosto è il capofila di manovre analoghe – ben 35 – programmate per tutto il corso della missione, la cui vita operativa avrà termine a febbraio 2018. Volteggiando ad un velocità di oltre 200mila chilometri orari, la sonda ha puntato sul quinto pianeta del Sistema Solare il suo set di strumenti scientifici ed ha iniziato a raccogliere preziose informazioni. I dati di telemetria post flyby hanno confermato che il passaggio si è svolto positivamente e che tutto ha funzionato secondo la tabella di marcia. Il team della missione, come ha dichiarato il Principal Investgator Scott Bolton (Southwest Research Institute di San Antonio), sta ricevendo dati interessanti, anche se saranno necessari alcuni giorni per scaricare tutto il materiale raccolto. Sono molto attese pure le immagini scattate dalla fotocamera JunoCam, un ‘book’ fotografico che include vedute ad alta risoluzione dell’atmosfera gioviana e dei poli nord e sud del pianeta.

La sonda JUNO (Credits: NASA)

Nel frattempo, JUNO ha inviato un primo ‘assaggio’ del carnet di foto con una veduta della regione polare nord di Giove, scattata durante la manovra di avvicinamento ad una distanza di circa 703mila chilometri (foto in alto). Il viaggio della sonda era iniziato poco più di cinque anni fa, il 5 agosto 2011, e il suo arrivo a destinazione, l’orbita di Giove, è avvenuto lo scorso 4 luglio (in Italia era l’alba del giorno successivo) dopo un tragitto di circa tre miliardi di chilometri. Scopo di JUNO è analizzare le caratteristiche di Giove come rappresentante dei pianeti giganti. Il ‘peso massimo’ del Sistema Solare può infatti offrire dati di fondamentale importanza non solo per approfondire le origini del Sistema stesso, ma anche per analizzare quelle dei sistemi planetari che man mano si vanno scoprendo intorno ad altre stelle, con particolare riferimento a quegli esopianeti di massa simile a Giove. Sono due gli strumenti italiani a bordo della sonda, realizzati con il supporto e il coordinamento dell’ASI: JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), progettato per studiare la dinamica e la chimica delle aurore gioviane nel vicino infrarosso, e KaT (Ka-band Translator/Transponder), che analizzerà la struttura interna del pianeta, con l’obiettivo di mappare il campo di gravità di Giove.

JUNO, flyby di successo
JUNO, flyby di successo