Inaugurato il Parco Astronomico delle Madonie

Inaugurato il polo astronomico Isnello. In contrada Fontana Mitri, appena fuori dal centro abitato di 1500 persone, sotto lo sguardo vigile del sindaco Pino Mogavero, dopo gli ultimi ritocchi alla struttura e al planetario, l’inaugurazione ieri domenica 11 settembre. Presenti il Presidente INAF, Nichi D’Amico e dell’ASI Roberto Battiston.

Il polo si chiama Gal Hassin. Riprende l’antico nome del paese, che in siriaco vuol dire fiume freddo. È un territorio ricco di acqua, di chiese e di storia ma presenta anche particolari condizioni che hanno subito attirato l’interesse degli astronomi: l’assenza di fonti luminose notturne consente una visione limpida del cielo.

Ogni anno, hanno stabilito gli studiosi, un terzo delle notti sono “fotometriche”, cioè per almeno sei ore di seguito il cielo è sereno. Da queste caratteristiche, assieme al trascurabile inquinamento luminoso, è nata l’idea di un osservatorio su monte Mufara (quota 1.865 metri), in località Piano Battaglia, la più apprezzata stazione sciistica siciliana.

Promotori dell’osservatorio il sindaco Pino Mogavero e Mario Di Martino, astronomo dell’Inaf, Istituto Nazionale di Astrofisica. Quando il progetto Gal Hassin andrà a regime, cioè fra un paio di anni, monte Mufara accoglierà un telescopio della classe un metro di diametro e uno strumento innovativo che l’Agenzia spaziale utilizzerà per il monitoraggio dei detriti spaziali. «Esiste un progetto europeo – ha detto Roberto Battiston – per monitorare i detriti spaziali, quei migliaia di frammenti che circondano il nostro pianeta, per evitare che danneggino satelliti in orbita. Questo centro sembra avere – conclude Battiston – delle caratteristiche veramente ottime e per questo stiamo valutando di installare qui uno dei primi prototipi di un telescopio a grande campo, dal nome Fly Eye che è in fase di sviluppo in collaborazione con ESA».

Il polo che comprende un grande planetario, vero gioiello della tecnologia astronomica con un diametro di 10 metri raggiungibile anche da “remoto”, una terrazza con copertura mobile nella quale sono montati 12 potenti osservatori, un radiotelescopio. E ancora un laboratorio astronomico all’aperto con orologi solari di vario tipo, un mappamondo monumentale, un laboratorio solare. Del centro fanno parte anche sale con exibit interattivi, due aule didattiche, un’esposizione di meteoriti. E uno spazio espositivo che ora ospita quattro mostre, visitabili fino al 18 settembre.

Il polo ha anche una destinazione didattica e divulgativa. «Penso – dice Mogavero – agli studenti e agli appassionati che qui potranno seguire sul campo il lavoro degli scienziati».

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Inaugurato il Parco Astronomico delle Madonie