Il racconto del critico

In un Auditorium gremito da giovani studenti e da scienziati, l’Agenzia Spaziale Italiana ha presentato l’anteprima italiana de Il Diritto di Contare (Hidden Figures) in collaborazione con la 20Th Century Fox Italia. Sulla scorta di altri film legati alla conquista dello spazio come The Right Stuff e October Sky, anche Il Diritto di Contare racconta una storia non molto nota, ovvero, come alcune matematiche afroamericane della NASA abbiano contribuito in maniera determinante ai calcoli che hanno permesso di raggiungere la Luna. Un film pieno di emozioni, in cui le luci del progresso della storia umana sono contornate dalle terribili ombre del pregiudizio e della segregazione. Ad una donna come Katherine Johnson (interpretata da Taraji P. Henson), in grado di fare calcoli complicatissimi, infatti, pur potendo mandare un uomo nello spazio, non poteva, invece, andare in un bagno per le bianche… Un’aberrazione di cui, nel film, si libera il personaggio portato sullo schermo da Kevin Costner, ovvero il capo del programma spaziale Al Harrison, che demolirà letteralmente a mazzate i cartelli che indicavano i bagni segregati, ovviamente, lontanissimi gli uni dagli altri. Pur con una certa levità, Il Diritto di Contare è un film che non la manda a dire a nessuno: diretto, essenziale, descrive la vita di tre donne nere che provano ad avere un’esistenza serena e che – come il San Francesco descritto dal cantautore canadese Leonard Cohen – hanno i piedi nel fango della Storia e la testa nei cieli dei viaggi spaziali. Nere e donne che conquistano lo Spazio? L’endorsement della nostra Agenzia Spaziale per questo film è di quelli che ci rende particolarmente contenti delle nostre istituzioni che, pur guardando alla rarefazione del firmamento, non dimenticano che scienza, progresso e tecnologia, al centro della Storia e dei nostri tempi, servono a cambiare – in meglio – la vita di quaggiù mostrando a studiosi di oggi e agli scienziati di domani, un avvenire migliore. Una serata importante, quella dell’ASI, per celebrare e presentare un film serio ed intelligente, che – senza clamori e senza volere essere ideologico – presenta una sequenza di fatti necessari che hanno portato tre donne a diventare indispensabili per la NASA e, in fin dei conti, di tutti noi.Il gioco di parole del titolo originale, ovvero quelle ‘figure nascoste’, ma anche ‘numeri’ che bisogna trovare per realizzare davvero il sogno della conquista spaziale, fa pensare gli spettatori, messi davanti alla forza e alla potenza dell’intelligenza di tre donne in gamba in grado di farsi apprezzare dagli uomini e dalle donne loro colleghi. Bianchi e, spesso, nonostante gli studi, pieni di riserve e pregiudizi. Un film interessante e coinvolgente, ma anche una lezione civile su scienza e diritto allo studio. Un parallelo importante tra la conquista di livelli più alti di conoscenza scientifica, ma anche di umanità e civiltà. Una celebrazione dell’America di Barack Obama, dei suoi valori, della bellezza e ricchezza della sua diversità, che oggi – nel buio demenziale e post verità di Trump – risuona con maggiore forza e potenza nei nostri cuori e nelle nostre menti. Il Diritto di Contare, oggi, è, infatti, importante come allora per tutti quelli che sotto il Cielo non hanno ancora potuto esprimere il proprio talento e la propria intelligenza a causa del colore della pelle e delle proprie idee. Soprattutto per coloro che non hanno ancora potuto dimostrare chi sono davvero.

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