Il metano dà una mano alla vita su Marte?

È la domanda che da tanto tempo interroga esobiologi e planetologi: Marte può aver incubato la vita nel suo passato geologico? Negli ultimi anni le missioni sul Pianeta Rosso, per esempio con i rover (proprio oggi il robottino della NASA Opportunity, ‘Oppy’ per gli amici, spegne le sue tredici candeline) hanno fornito molte evidenze scientifiche della possibile presenza nel passato di acqua liquida sul pianeta, elemento indispensabile per la vita.

Una prova in più arriva adesso da uno studio dell’Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences, pubblicato su Geophysical Research Letters.

Gli studiosi USA hanno dimostrato che 3-4 miliardi di anni fa emissioni di metano, potente gas serra, potrebbero aver riscaldato il giovane Marte in modo intermittente, consentendo all’acqua di rigare la sua superficie. E, di conseguenza, la presenza di acqua in forma liquida potrebbe aver creato le condizioni per la comparsa di primitive forme di vita.

“Abbiamo studiato nel giovane Marte come metano, idrogeno e anidride carbonica interagivano tra di loro e con i fotoni. E abbiamo scoperto che il risultato era un forte assorbimento di radiazione solare”, spiega Robin Wordsworth, primo firmatario dello studio.

Un effetto serra positivo, quindi, per il Pianeta Rosso. Il principale imputato del passato surriscaldamento del pianeta era stato finora l’anidride carbonica, che dà conto di circa il 95% dell’attuale atmosfera marziana, ed è il più abbondante e conosciuto gas serra sulla Terra. Ma l’anidride carbonica da sola non è in grado di spiegare le temperature che hanno caratterizzato alcuni periodi del passato di Marte.

Secondo gli autori, il metano, oggi presente solo come tracce nell’atmosfera del pianeta, come misurato dallo strumento italiano PFS, potrebbe, invece, essere stato liberato miliardi di anni fa in grandi quantità da processi geologici. È la prima volta che viene stimato accuratamente l’effetto serra del metano sul passato di Marte.

“Il giovane Marte è l’unico ambiente del nostro Sistema Solare, al di fuori della Terra, dove possiamo affermare con una certa confidenza che in passato potrebbe essere fiorita la vita. Se riuscissimo a capire – conclude Robin Wordsworth – come si presentava il giovane pianeta miliardi di anni fa, allora potrebbe raccontarci quali sono le probabilità di trovare vita su altri pianeti al di fuori del Sistema Solare”.

Crediti Foto: NASA

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