Il Giappone punta alle lune di Marte

(ASI) – Esplorazione dello spazio cislunare, conquista del pianeta rosso. Nell’agenda delle principali agenzie spaziali del mondo – dalla NASA all’ESA, dalla CNSA all’ISRO – si possono trovare ai primissimi posti questi due punti.

Luna e Marte stanno così diventando i simboli della nuova corsa allo spazio del nostro secolo, quella che punta all’esplorazione e in ultima battuta alla colonizzazione di altri pianeti.

Ma esiste un altro attore in gioco nel panorama spaziale internazionale, che potrebbe ampliare gli obiettivi esplorativi dei prossimi decenni.

Stiamo parlando del Giappone, Paese in grande espansione nel settore aerospaziale, che rispetto agli altri ha per il futuro un piano differente: l’esplorazione non di Marte, ma delle sue lune.

Chiamata Martian Moons Exploration (MMX), la missione punta a spedire una navicella robotica su Fobos e Deimos per prelevare campioni della loro superficie e spedirli poi sulla Terra. Obiettivo principale sarà comprendere l’origine dei due satelliti naturali di Marte, ad oggi ancora misteriosa. Mentre per alcuni le due lune erano una volta asteroidi, per altri sono state create da giganti frammenti espulsi direttamente dal pianeta rosso.

Secondo i piani della JAXXA, l’agenzia spaziale giapponese, questo enigma potrebbe essere svelato proprio a partire dalla navicella robotica MMX, la cui costruzione dovrebbe iniziare intorno al 2020 (nell’immagine a destra, le sue componenti principali)

“Prima di tutto MMX atterrerà su Fobos – dice Masaki Fujimoto dell’Institute of Space and Astronautical Science della JAXA – e raccoglierà campioni di almeno 10 grammi provenienti da oltre 2 centimetri sotto la superficie del satellite. Le osservazioni di Deimos invece saranno limitate a immagini del flyby; ma questi dati, combinati con le analisi effettuate sui campioni di Fobos, dovrebbero permetterci di risalire all’origine delle due lune”.

Un altro importante obiettivo della missione Martian Moons Exploration sarà poi capire qualcosa di più sulle caratteristiche climatiche attorno e sulle lune di Marte.

“Corpi privi di aria come gli asteroidi – prosegue Fujimoto – sono particolarmente esposti ai processi di meteorologia spaziale. Per questo conoscere la natura dell’ambiente in cui orbitano Fobos e Deimos sarà molto utile per comprenderne l’evoluzione.”

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