Il giallo della morte delle galassie

(ASI) – Dalla galassia iniziano a fuoriuscire lunghi e sottili filamenti. Il suo aspetto muta. Sempre più simile a quello di una medusa, con i suoi tentacoli urticanti. È l’inizio della fine per la galassia. Rapidamente andrà incontro alla morte. Le immagini, osservate dal telescopio Hubble, svelano la possibile soluzione al mistero della progressiva morte delle galassie, che da tempo interroga gli astrofisici.

La possibile soluzione del giallo è contenuta in uno studio pubblicato sui Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, condotto da un team internazionale di scienziati con base all’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR).

Lo studio è basato sull’analisi di circa 11mila galassie, attraverso la combinazione dei dati forniti dallo Sloan Digital Sky Survey e delle osservazioni radio dell’Arecibo Legacy Fast ALFA Survey.

A uccidere le galassie, secondo gli autori, è l’interazione con il mezzo intergalattico, che strappa loro via il gas, togliendo alle galassie il combustibile per accendere nuove stelle, e portandole velocemente alla morte. Un fenomeno che gli esperti chiamano “ram-pressure stripping”.

“Dobbiamo immaginare come se una gigantesca scopa cosmica spazzasse fisicamente via dalle galassie il gas – spiega Toby Brown, coordinatore del team di astrofisici -. In questo modo è impedita loro la formazione di nuove stelle, che detta la vita di una galassia. La conseguenza è la morte nel giro di decine di milioni di anni. Un tempo – conclude lo studioso – molto breve, astronomicamente parlando”.

Crediti Foto: ICRAR, NASA, ESA, the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

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