Il futuro della Luna è “Blue”

(ASI) – Blue Origin è pronta a sostenere la NASA nelle sue prossime missioni sulla Luna: lo farà con Blue Moon, un lander che promette di portare carichi di grandi dimensioni a costi contenuti. “Una missione lunare che sia credibile ha bisogno di un lander di questo tipo” ha commentato Rob Mayerson, presidente della Blue Origin.La compagnia di Jeff Bezos sarebbe disposta a investire nello sviluppo del Blue Moon, come parte di una collaborazione con la NASA, con l’obiettivo di realizzare in futuro un vero e proprio servizio di consegna di risorse alle colonie lunari, da affiancare ai servizi dello Space Launch System (SLS). “Se le missioni dell’SLS sulla Luna diventeranno routine – continua Meyerson – la NASA avrà bisogno di organizzare la logistica delle consegne: il New Glenn e il Blue Moon potrebbero affiancare SLS e Orion permettendo il ritorno sulla Luna, questa volta per restare”. Le missioni della NASA dirette sulla Luna non comprendono, al momento, l’invio di astronauti sulla sua superficie. Al contrario, l’agenzia statunitense ha espresso parere favorevole allo sviluppo di un avamposto cis-lunare per future missioni umane, denominato Deep Space Gateway, da realizzare entro la fine del 2020. Le basi in orbita intorno al nostro satellite saranno destinate alla sperimentazione di tecnologie necessarie alle future missioni di astronauti su Marte. Anche altre nazioni hanno espresso interesse per il ritorno dell’uomo sulla Luna e il Deep Space Gateway potrebbe essere d’aiuto nel realizzarle: “Il nostro obiettivo è testare alcune tecnologie in orbita intorno alla Luna – ha detto Robert Lightfoot della NASA – per poi lavorare con i nostri partner internazionali e vedere cosa possiamo fare sulla superficie del nostro satellite. Questa cooperazione è estesa anche ai partner commerciali”. Il progetto del Blue Moon, oltre al New Glenn di Blue Origin, prevede la possibilità di volo anche con l’SLS e altri vettori, quali l’Atlas 5 della United Launch Alliance. Il progetto del lander si inserisce perfettamente nella visione dell’esplorazione umana dello spazio di Jeff Bezos; l’imprenditore ritiene che una ripresa delle attività umane sulla Luna consentirebbe preziosi ritorni scientifici e tecnologici per le generazioni future.

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