Il ‘Dragone’ è rientrato

(ASI) –

La navicella Dragon è atterrata ieri nell’Oceano Pacifico. Sostenuta dalle sue ‘ali’ – i tre paracadute – ha riportato a Terra più di 1,5 tonnellate di payload scientifico e tecnologico, inclusi esperimenti relativi al ‘One Year in Space’ di Scott Kelly.

Lanciato l’aprile scorso da Cape Canaveral, il Dragon ha portato rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale, tra cui il modulo abitabile gonfiabile della Bigelow Aerospace. Al momento questa è l’unica cargoship in grado di far rientrare una tale quantità di payload a Terra.

Sembrerebbe, quindi, che la collaborazione commerciale tra la NASA e le compagnie aerospaziali private per il rifornimento della ISS stia andando secondo i piani. Nel frattempo l’agenzia spaziale USA continua i suoi lavori sul suo nuovo sistema di lancio SLS, che dovrebbe ridare all’America l’accesso allo spazio dopo il pensionamento dello Space Shuttle.

Tre manager dei programmi SLS (Space Launch System), Orion e Ground Systems Development and Operations (GSDO) hanno annunciato che il possibile primo volo del nuovo vettore, più potente del Saturn V che portò gli Americani sulla Luna, sarà tra Settembre e Novembre 2018. la missione, chiamata EM-1 però ancora non ha una data precisa.

Il nuovo programma di esplorazione umana della NASA (SLS e Orion) hanno ricevuto un forte appoggio da parte del Congresso US, in particolare in vista del nuovo budget del 2017, ricevendo più finanziamenti di quelli richiesti.

Il ‘Dragone’ è rientrato
Il ‘Dragone’ è rientrato