Il ‘cervello artificiale’ che segue le stelle

La nostra dimora galattica ospita più di cento miliardi di stelle, tutte mantenute al loro posto dalla forza di gravità.

Ma questo non significa che dalla nascita alla morte una stella resti immobile: al contrario, le inquiline della Via lattea si muovono attorno al centro della galassia con velocità variabili a seconda della loro posizione – ad esempio, il nostro Sole orbita a circa 220 chilometri al secondo.

Ora un team di astronomi è riuscito a seguire il percorso di sei stelle in viaggio dal centro alla periferia della Via Lattea a velocità superiori alla media.

I risultati sono stati ottenuti grazie ai dati di Gaia, la missione ESA lanciata nel 2013 con lo scopo di ottenere una mappa tridimensionale della nostra galassia, e rielaborati con un software che riproduce il comportamento del cervello umano.

Si tratta di un sistema artificiale che sfrutta il meccanismo delle reti neurali, grazie al quale i ricercatori hanno seguito l’evoluzione delle sei stelle nel corso del tempo.

Il punto di partenza è la loro posizione nel cielo esattamente un milione e 35mila anni fa, calcolata utilizzando lo strumento Tycho-Gaia Astrometric Solution (TGAS), uno dei primi prodotti della raccolta dati di Gaia.

Il software ha poi permesso di calcolare il viaggio delle sei stelle fino a tempi recentissimi: il punto finale corrisponde a una visione del cielo misurata da Gaia tra il 2014 e il 2015.

In oltre un milione di anni, queste stelle hanno compiuto moltissima strada, arrivando ai confini della nostra galassia. Il che ha permesso agli astronomi di calcolare le loro velocità, che va da 360 a 500 chilometri al secondo.

Queste ‘schegge’ del cielo si muovono così rapidamente perché in passato sono probabilmente entrate in contatto con il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Con una massa di quattro milioni di soli, il cuore nero della nostra galassia ha infatti una grande influenza sulle stelle circostanti.

“Queste sei stelle iperveloci – dice Elena Maria Rossi dell’Università di Leiden in Olanda e parte del team di Gaia – sono molto importanti per studiare la struttura complessiva della nostra Via Lattea. Avendo percorso grandi distanze attraverso la galassia, portano con loro preziose informazioni sul campo gravitazionale della Via Lattea, dal centro alla periferia.”

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Il ‘cervello artificiale’ che segue le stelle