I ‘bollenti spiriti’ di 55 Cancri e

Un mondo roccioso grande circa due volte la Terra con temperature estreme che variano da una parte all’altra e suggeriscono la presenza di flussi di lava: questo è il ritratto ‘climatico’ dell’esopianeta 55 Cancri e, tracciato dal telescopio spaziale Spitzer della NASA. Spitzer, che in tempi recenti è stato potenziato proprio per andare ‘a caccia’ di questa tipologia di corpi celesti, ha consentito agli studiosi di realizzare la prima mappa delle temperature per un esopianeta. Alla ricerca condotta su 55 Cancri e è stato dedicato l’articolo “A map of the large day–night temperature gradient of a super-Earth exoplanet”, pubblicato il 30 marzo 2016 sulla rivista scientifica Nature. Lo studio ha messo in evidenza che l’esopianeta ha notti calde e giorni ancor più caldi. Questo fenomeno può essere spiegato o con la presenza di flussi di lava in superficie oppure può essere dovuto ad un’atmosfera esistente solo sul versante che si trova nella fase diurna. 55 Cancri e – che è stato scoperto nel 2004 e si trova a 40 anni luce dalla Terra – orbita molto vicino alla sua stella, ruotandole intorno velocemente ogni 18 ore. Ed è proprio la prossimità all’astro, denominato 55 Cancri A, che rende bollente il versante diurno dell’esopianeta, mentre il lato notturno ha temperature relativamente più basse a causa dell’oscurità.Il rapporto tra il corpo celeste e la sua stella ricorda molto da vicino quello che intercorre tra la Terra e Luna, tanto che 55 Cancri e ha addirittura le fasi, tenute sotto controllo dallo ‘sguardo’ infrarosso di Spitzer per realizzare la mappa delle temperature. Le fasi di 55 Cancri e (Credits: NASA) Le osservazioni durante le fasi (immagine a destra, credits: NASA/JPL-Caltech/University of Cambridge) hanno permesso appunto di cogliere una profonda differenza – addirittura di 1.300°C – tra le temperature delle due facce del corpo celeste.Il lato più caldo, infatti, ha raggiunto la quota record di 2.426°C, mentre la parte più fresca si è attestata su 1.126°C. La distribuzione non uniforme del calore ha fatto ipotizzare che 55 Cancri e non abbia un’atmosfera spessa e che invece presenti in superficie flussi di lava e pozze di magma incandescente. Sul versante notturno la lava potrebbe essersi solidificata, impedendo quindi al calore di diffondersi. I dati raccolti da Spitzer hanno evidenziato anche lo spostamento del punto più caldo dell’esopianeta direttamente sotto la sua stella. Questo fenomeno può essere indicativo o della circolazione di calore nel versante diurno oppure della presenza di flussi di lava. Spitzer, una delle quattro missioni del Great Observatories Program della NASA, era inizialmente destinata ad indagare su realtà quali ad esempio le nursery stellari, le zone centrali delle galassie e i sistemi planetari di nuova formazione. Grazie all’utilizzo di nuove tecniche di calibrazione, il telescopio ha potuto essere efficacemente impiegato in un ambito di ricerca più ampio, puntando i suoi occhi all’infrarosso anche su altri soggetti, come gli esopianeti.

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I ‘bollenti spiriti’ di 55 Cancri e