Gli SPRITE di Spitzer

Studiare la stessa porzione di cielo da punti di vista e con tecniche differenti è fondamentale in astronomia, perché questo sguardo ‘integrato’ permette di scoprire oggetti e fenomeni altrimenti impossibili da osservare.

È il caso dei cosiddetti ‘transienti’, eventi transitori di natura spesso irregolare o esplosiva, la cui durata varia da pochi secondi a diversi anni.

L’esempio più famoso è forse quello delle nove e delle supernove, esplosioni di stelle super energetiche, ma esistono molti tipi diversi di fenomeni transienti.

Per esplorare questo terreno ancora in gran parte sconosciuto, un team di scienziati coordinati dal Caltech statunitense ha messo in piedi nel 2014 il progetto SPIRITS, da Spitzer Infrared Intensive Transients Survey.

Si tratta di un’impresa scientifica che a partire dal telescopio spaziale Spitzer della NASA punta, nell’arco di 5 anni, a costruire un catalogo dei transienti osservati all’infrarosso nelle galassie vicine.

Pochi giorni fa sono stati resi noti i primi risultati di SPIRITS, in quello che è un iniziale registro work in progress dei fenomeni transienti attorno a noi.

L’articolo, pubblicato su Astrophysical Journal, mostra che nel primo anno di vita del progetto sono state trovate 1.956 stelle variabili e 43 fonti transienti infrarosse.

Tra queste, 21 erano supernove note, 4 rientravano nel range di luminosità delle nove, mentre altre 4 avevano una controparte ottica (ovvero erano già state catalogate come transienti con osservazioni nel dominio delle radiazioni elettromagnetiche visibili).

Restavano fuori 14 transienti (immagine a destra), la cui natura era però molto difficile da spiegare: questi fenomeni avevano infatti una luminosità a metà strada tra quella delle nove e delle supernove, e non avevano controparti ottiche.

Sembra quindi che Spitzer abbia scoperto una nuova ‘famiglia’ di transienti: i ricercatori l’hanno battezzata SPRITE, abbreviazione di eSPecially Red Intermediate-luminosity Transient Events.

I 14 SPRITE hanno in comune il fatto di ‘abitare’ tutti in galassie con stelle in formazione. Il prossimo passo sarò ora scoprire l’origine di questi anomali transienti: nell’articolo gli autori iniziano a passare in rassegna alcune ipotesi, tra cui la fusione stellare con venti di polvere, il collasso di stelle o persino il piccolo shock energetico a seguito del fallimento di esplosioni in supernove.

Nei prossimi anni progetto SPIRITS continuerà a cercare indizi per gettare nuova luce su questi misteriosi fenomeni, mentre la soluzione definitiva potrebbe arrivare dalla spettroscopia avanzata del futuro James Webb Space Telescope.

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Gli SPRITE di Spitzer