Giannini: Italia più competitiva

(ASI) – Capitale umano, infrastrutture, un programma strategico per il Sud e più sinergia tra pubblico e privato: sono queste le direttrici del Programma Nazionale della Ricerca varato grazie al finanziamento del Cipe pari a 2,5 miliardi per il triennio 2016-2018. “Abbiamo in mano uno strumento strategico”, ha detto il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini, che a Roma ha presentato il Programma in una conferenza stampa. Lo ha fatto con i rappresentanti di enti di ricerca, università e industria: il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Massimo Inguscio, il presidente della Conferenza dei rettori (CRUI) Gaetano Manfredi e il presidente dei Giovani imprenditori della Confindustria Marco Gay. Il finanziamento per il Programma, previsto inizialmente in 1,950 miliardi, è stato aumentato del 25%, pari a 500 milioni, raggiungendo la cifra di 2,5 miliardi: “non basta, ma è comunque un primo passo”, ha rilevato il ministro. L’obiettivo è rendere l’Italia “più attrattiva e competitiva, al pari degli altri Paesi, sia per i ricercatori italiani all’estero sia per i ricercatori stranieri”, ha aggiunto. “Il PNR – dice Roberto Battiston presidente ASI – è la conferma di come il governo abbia capito che la competitività dell’Italia si giochi anche e soprattutto sul fronte della ricerca. Le risorse che verranno messe a disposizione e il coordinamento con i fondi europei danno la misura di un disegno strategico volto a mettere a sistema gli sforzi di università, enti di ricerca, centri di eccellenza pubblici e privati, e aziende. Siamo molto soddisfatti che lo spazio rientri tra le priorità del PNR perché ci consentirà di rafforzare le nostre eccellenze che fanno dell’Italia uno dei primi paesi al mondo nel settore spaziale. Aerospazio, agrifood, salute e industria 4.0 sono i quattro temi principali fra i 12 del Programma, che comprendono chimica verde, smart communities, energia e design. Si punta poi su grandi infrastrutture di ricerca capaci di attrarre ricercatori dall’estero, sull’esempio dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: delle 200 infrastrutture individuate inizialmente, sono 57 quelle oggi sul tavolo dei valutatori chiamati a stabilire le priorità. Si prevedono inoltre sei azioni, la principale delle quali prevede un miliardo e 20 milioni di euro per incentivare i progetti di dottori di ricerca e ricercatori e che permetteranno di arruolare 6.000 giovani in più nei prossimi cinque anni, 2.700 di quali nel primo triennio. Nel finanziamento sono compresi poi 150 milioni per sostenere i giovani nella competizione europea, con contributi fino a 600.000 euro per i vincitori dei bandi del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) che scelgono come sede l’Italia; prevista anche l’innovazione del dottorato di ricerca, intesa come terzo livello dell’istruzione superiore.

Giannini: Italia più competitiva