Galassie nane nel Cosmo remoto

Negli stessi giorni in cui un team di astronomi giapponesi annuncia di avere individuato una nuova galassia nana satellite della Via Lattea, arriva dagli USA la notizia della scoperta di un’intera popolazione di galassie nane risalenti, stavolta, a miliardi di anni fa.

La scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal e opera di un team internazionale di astronomi guidato dai ricercatori dell’University of California, Riverside, getta luce su un’epoca di intensa produzione stellare, quando l’Universo aveva tra i due e i sei miliardi di anni di vita.

Per raggiungere questo risultato, gli astronomi USA hanno sfruttato il fenomeno della lente gravitazionale, previsto da Einstein nella sua teoria della Relatività Generale. In pratica, la luce delle galassie distanti, per effetto della curvatura dello spazio-tempo indotta dalla presenza, lungo la linea di osservazione, di cluster di galassie come Abell 1689, è stata amplificata e deformata, rendendosi visibile agli occhi degli astronomi sotto forma di una serie di archi.

Secondo gli autori dello studio, le galassie nane sono fondamentali nella storia dell’Universo. Hanno, infatti, giocato un ruolo importante nella trasformazione dell’Universo primordiale da luogo buio e opaco in uno, invece, luminoso e trasparente, durante quella che i cosmologi definiscono reionizzazione cosmica.

Queste galassie nane, malgrado il loro prezioso ruolo, restano tuttavia piuttosto elusive, perché estremamente deboli e spesso al di fuori della portata anche dei migliori telescopi. Un limite che rende incompleta la nostra istantanea dell’Universo remoto.Nasce da qui la necessità di sfruttare l’effetto lente d’ingrandimento ipotizzato dal padre della Relatività, per sbirciare più lontano, e quindi più indietro nel tempo nella storia del Cosmo.

Per l’individuazione di queste galassie nane, il team USA ha, inoltre, utilizzato immagini scattate dalla Wide Field Camera 3 (WFC3) di Hubble e dati spettroscopici del Multi-Object Spectrograph for Infrared Exploration (MOSFIRE) del Keck Observatory.La nuova popolazione di galassie sarà uno dei primi bersagli dei telescopi di prossima generazione. Come il James Webb Space Telescope, il cui lancio è programmato per l’ottobre 2018.

Crediti Foto: NASA, ESA, B. Siana, and A. Alavi

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Galassie nane nel Cosmo remoto