FRB da mondi lontani

(ASI) – Sono considerati tra le fonti energetiche più potenti del nostro Universo e tra le più difficili da intercettare. Stiamo parlando dei Fast Radio Burst, sulla cui origine la comunità scientifica si è sempre interrogata fin dalla loro scoperta, avvenuta dieci anni fa grazie al telescopio Parkes. Ora, grazie all’analisi congiunta dell’Australian National University e del Centre of Excellence for All-sky Astrophysics (Caastro), è possibile escludere l’origine terrestre di questi lampi radio. Gli astronomi hanno osservato il cielo per 180 giorni consecutivi, utilizzando il radiotelescopio Molonglo e ottenendo un’enorme mole di dati giornalieri: circa mille terabyte. Nel corso di queste osservazioni hanno individuato tre potenti FRB nelle costellazioni della Poppa e dell’Idra: la prima rilevazione interferometrica di lampi radio.Molonglo è riuscito a captare queste enigmatiche sorgenti proprio a causa della sua particolare architettura: due bracci in grado di stabilire un limite minimo alla distanza di provenienza del segnale. In questo caso l’origine delle fonti energetiche si deve trovare ad almeno 10 mila chilometri di distanza, al di sopra dell’atmosfera terrestre. “Trovare il luogo d’origine dei lampi radio veloci è la chiave per comprendere cosa sia a produrli. Fino a oggi, è stato possibile collegare un solo lampo a una specifica galassia -ha spiegato Manisha Caleb, autrice principale dello studio – ci aspettiamo che Molonglo riuscirà a farlo per molti altri lampi radio”. La grande lunghezza focale, dovuta alle modifiche apportate al radiotelescopio nel 2013, ha determinato il successo scientifico dello studio: per un radiotelescopio a parabola singola, infatti, è difficile stabilire se le trasmissioni hanno origine al di là dell’atmosfera terrestre.

FRB da mondi lontani