Farmaci spaziali

Far crescere cristalli proteici in condizioni di microgravità, per sviluppare nuovi farmaci. È uno dei principali filoni sperimentali a bordo dell’avamposto umano nello spazio, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Gli astronauti inizieranno nei prossimi giorni a condurre degli esperimenti, della durata di alcuni mesi, per migliorare la comprensione del modo in cui le proteine si ripiegano per raggiungere la conformazione tridimensionale corretta, che permetta loro di svolgere la propria funzione biologica.

Un errato ripiegamento, infatti, può portare a forme anomale, che possono determinare l’insorgenza di gravi patologie. Basti pensare, ad esempio all’Alzheimer o al cosiddetto morbo della mucca pazza.

Sulla Terra, per studiare queste biomolecole, è necessario prima cristallizzarle. Un processo che si sta adesso tentando di perfezionare nello spazio. Lo scopo di questo filone sperimentale è studiare alcuni gruppi di proteine di particolare interesse. Come ad esempio il lisozima, una molecola in grado di demolire la parete di alcuni batteri, contenuta ad esempio nelle lacrime e nella saliva. O proteine convolte in alcune distrofie muscolari.

Due, in particolare, gli esperimenti che verranno condotti con l’apparato di microscopia ottica a bordo della Iss, il Light Microscopy Module (LMM): LMM Biophysics 1 e LMM Biophysics 3. Cercheranno, ad esempio, di comprendere perché i cristalli che crescono in condizioni di microgravità contengono minori imperfezioni rispetto a quelli terrestri (un video della NASA sul processo di cristallizzazione in microgravità). E di sfruttare questa caratteristica per disegnare nuovi possibili molecole d’interesse farmacologico.

Crediti Foto: Lawrence DeLucas

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