Fabbriche di stelle

(ASI) –

Esiste una porzione di Universo dove una squadra di galassie sforna nuove stelle a un ritmo impressionante, circa cento volte più velocemente di quanto avviene nella nostra Via Lattea.

Queste efficientissime ‘fabbriche stellari’ sono state scoperte per caso da un team di scienziati del Max Planck Institute for Astronomy, intento a studiare i quasar con i telescopi di ALMA.

E invece gli astronomi si sono imbattuti in una popolazione di galassie mai viste prima, appartenenti a un Universo giovanissimo – meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang.

La scoperta per serendipity potrebbe finalmente spiegare un mistero che risale a qualche anno fa, quando fu osservata per la prima volta un gruppo di galassie estremamente massicce contenenti centinaia di miliardi di stelle: una quantità inspiegabile, dal momento che le osservazioni corrispondevano a un’epoca in cui l’Universo aveva solo il 10% della sua età attuale, circa 1.5 miliardi di anni dopo il Big Bang.

La domanda, all’epoca rimasta senza risposta, era: in che modo queste galassie sono riuscite a formare così tante stelle in un periodo di tempo relativamente limitato?

Ora la nuova scoperta potrebbe aiutare a risolvere questo enigma. Le due popolazioni di galassie hanno infatti molte caratteristiche in comune, e tutto fa pensare che appartengano alla stessa ‘famiglia’: una categoria, ancora non studiata, caratterizzata da una iperattività di produzione stellare.

I risultati, in pubblicazione su Nature, ricostruiscono la scoperta a partire dal target originario, i quasar, che a ben guardare potrebbero fornire la chiave per comprendere il comportamento di queste insolite galassie.

“Stavamo osservando una cosa diversa – racconta Roberto Decarli, leader dello studio – ovvero l’attività di formazione stellare nelle galassie che ospitano quasar. Invece abbiamo trovato, in quattro casi separati, galassie vicine tra loro che stavano producendo stelle furiosamente: qualcosa come cento masse solari di nuovo materiale stellare all’anno”.

I ricercatori spiegano nell’articolo – intitolato Rapidly star-forming galaxies adjacent to quasars at z>6 – che probabilmente l’aver scoperto galassie così produttive in prossimità di quasar non è una coincidenza.

Infatti generalmente i quasar si formano in porzioni di cosmo dove la densità di materia è più alta della media: esattamente come accade in queste maxi fabbriche di stelle.

Il prossimo passo sarà comprendere quanto questa famiglia di galassie sia effettivamente diffusa nell’Universo: a tal proposito, i quasar potrebbero costituire le ‘spie luminose’ che indicheranno agli astronomi dove cercare.

Fabbriche di stelle
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