Esplosione ai confini dell’Universo

(ASI) -

Questa scena si svolge in una zona lontanissima dell’Universo, a circa 10,7 miliardi di anni luce da noi. Protagonista è una sorgente di luce generata da un enigmatico lampo di raggi X, a sua volta provocato da un evento ancora sconosciuto.

Il ‘palcoscenico’ dove si svolge questo misterioso spettacolo è una porzione di cielo nota come Chandra Deep Field South (CDF-S), immortalata appunto dal telescopio spaziale Chandra della NASA.

Un team internazionale, tra cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha osservato che in questa zona dell’Universo distante la luminosità è improvvisamente aumentata di almeno mille volte, per poi scendere nell’arco di appena un giorno.

Le osservazioni dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer – corrispondenti a diverse migliaia di ore complessive – hanno permesso di risalire al luogo dove si è originato il lampo, ovvero una piccola e sperduta galassia a circa 10,7 miliardi di anni luce dalla Terra. Per qualche minuto, la sorgente di raggi X ha prodotto un’energia mille volte superiore a quella sprigionata dalle stelle presenti in tutta la galassia.

Lo studio, in pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ipotizza che questa violenta emissione di raggi X potrebbe avere a che fare con fenomeni noti come lampi di raggi gamma (Gamma Ray Burst, GRB).

I GRB sono esplosioni innescate dal collasso di una stella massiccia giunta alla fine del suo ciclo evolutivo oppure dalla fusione di una stella di neutroni con una sua simile o con un buco nero.

Nel caso in cui questa esplosione punti verso la Terra, viene rilevata un’emissione di raggi gamma, che perdendo energia produce via via radiazioni più deboli e maggiormente diffuse nei raggi X e in altre lunghezze d’onda.

Si tratta di un’ipotesi plausibile, che però non combacia perfettamente con la scena osservata da Chandra.

“Secondo i dati che abbiamo raccolto – spiega Andrea Comastri, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna e co-autore dello studio – potremmo avere osservato un GRB non esattamente puntato verso di noi, o un evento di distruzione mareale di una stella compatta da parte di un buco nero di massa intermedia. Nessuna delle ipotesi sul tavolo spiega perfettamente le osservazioni, ma l’evento osservato è particolarmente eccezionale.”

In futuro questi fenomeni potranno essere analizzati in dettaglio dalle prossime missioni spaziali per lo studio di emissioni ad alta energia, a partire da ATHENA dell’ESA, il cui lancio è previsto per il 2028.

Esplosione ai confini dell’Universo
Esplosione ai confini dell’Universo