‘Emergency mode’ per Kepler

Il cacciatore di esopianeti Kepler ha evidenziato un’anomalia nel suo funzionamento durante la consueta finestra di comunicazione con la Terra. Lo scorso 7 aprile, il computer a bordo del telescopio ha attivato autonomamente la ‘emergency mode’ una particolare modalità che prevede un minore consumo di energia e l’uso di maggiori quantità di carburante. L’ultimo contatto con il telescopio risaliva al 4 aprile e in quel momento, tutti i sistemi risultavano funzionanti.

Ora la NASA è al lavoro per ricercare i motivi del guasto aiutata dal Deep Space Network – una rete internazionale di radiotelescopi che offre supporto alle missioni interplanetarie – anche se la distanza di Kepler dal nostro pianeta, circa 120 milioni di chilometri, rende complessa la procedura di recupero.Dai dati ricevuti è emerso che l’anomalia si sarebbe verificata poco prima di una manovra che avrebbe cambiato l’orientamento di Kepler preparandolo all’inizio della nona campagna d’osservazione per la missione K2. In questa nuova fase che ha preso il via nel 2014, il telescopio continuerà la ricerca di pianeti extrasolari e si dedicherà anche all’osservazione di altri corpi celesti quali giovani stelle e supernovae.

Lanciato nel 2009, Kepler è la prima missione NASA concepita per rilevare pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle lontane. Il telescopio nel corso di oltre sei anni di studio ha confermato la presenza di più di 1.000 pianeti e più di 3.000 candidati che abbracciano una vasta gamma di dimensioni e distanze orbitali, compresi quelli nella zona abitabile. A luglio dello scorso anno l’ultima scoperta: un pianeta extrasolare distante 1400 anni luce dal nostro e situato nella Costellazione del Cigno con caratteristiche simili alla Terra.In futuro, grazie anche al lavoro del telescopio, sarà possibile studiare ancora più da vicino questi lontanissimi mondi, analizzandone l’atmosfera e la comunità scientifica, è concorde nell’affermare che, con l’aumento dei dati forniti da altre sonde, sarà possibile confermare la maggior parte dei pianeti candidati presenti nel catalogo di Kepler.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

‘Emergency mode’ per Kepler