Dune e vette sul volto di Titano

(ASI) –

E’ il satellite naturale più grande tra quelli che costituiscono la numerosa famiglia del ‘gigante ad anelli’ e la sua superficie continua a riservare sorprese alla comunità scientifica. Si tratta di Titano, che dal 2004 è costantemente sotto lo sguardo elettronico di Cassini, la missione di esplorazione del sistema di Saturno, frutto della collaborazione tra NASA, ESA ed ASI. A finire sotto i flash della sonda, questa volta, sono state Shangri-la e Xanadu Annex, due aree situate alle latitudini sud della luna di Saturno. La ‘seduta fotografica’ è avvenuta lo scorso 25 luglio durante un fly-by ad una distanza di soli 976 chilometri, quando Cassini ha utilizzato il suo strumento radar per penetrare la coltre di foschia che avvolge Titano. Shangri-la (in basso a destra) è una vasta area scura che porta il nome di un mitico luogo immaginario descritto nel romanzo Orizzonte Perduto dell’autore britannico James Hilton e che presenta una superficie solcata da un insieme di dune lunghe e lineari. I ricercatori sostengono che queste formazioni siano costituite da granelli derivanti dagli idrocarburi che si depositano dall’atmosfera di Titano. Il fatto di essere delle realtà dinamiche, da un punto di vista geologico, rende le dune di particolare interesse in quanto da esse si possono desumere preziose informazioni sugli agenti che le hanno modellate, sulla composizione della ‘sabbia’ e sulla conformazione del territorio. Shangri-la (Credits: NASA/JPL-Caltech/ASI/Université Paris-Diderot)Lo sguardo di Cassini si è posato anche su un’altra zona, ‘battezzata’ con l’appellativo di Xanadu Annex (in alto a sinistra). Durante le prime fasi della missione la sonda non aveva acquisito immagini dell’area, ma solo delle misurazioni che suggerivano un’affinità della superficie con la più ampia estensione chiamata semplicemente Xanadu, nome di una leggendaria città cinese fatta edificare da Kubilai Khan. Un prima ricognizione di quest’area era stata fatta da Hubble nel 1994, ma non comprendeva il territorio adiacente. Le nuove immagini di Cassini svelano che Xanadu Annex presenta effettivamente delle somiglianze con Xanadu ed ha lo stesso tipo di terreno montagnoso. Xanadu e la sua ‘dépendance’ mostrano caratteristiche geologiche ancora da chiarire, ad esempio la presenza di rilievi dislocati su una vasta area anziché riunti in gruppi isolati come avviene in altre regioni di Titano. Secondo gli studiosi l’intera zona di Xanadu costituisce una delle superfici più antiche di Titano e probabilmente deriva dai resti della crosta ghiacciata prima che fosse ricoperta di sedimenti organici provenienti dall’atmosfera. Il fly-by del 25 luglio è stato il 122° ‘appuntamento’ tra Titano e Cassini, da quando la sonda ha raggiunto – nel 2004 – il sistema di Saturno ed è stata l’ultima volta in cui ha immortalato le latitudini sud di Titano. Prima del termine della missione, previsto con il ‘Gran Finale’ nell’aprile 2017, Cassini effettuerà altri quattro fly-by di Titano, che saranno dedicati essenzialmente all’osservazione di mari e laghi del corpo celeste.

Dune e vette sul volto di Titano
Dune e vette sul volto di Titano