Due mondi ghiacciati da scoprire

Sono gli ultimi due pianeti del Sistema Solare, definiti comunemente ‘giganti ghiacciati’, e sono ancora poco studiati: il ‘duetto’ in questione è costituito da Urano e Nettuno, oggi al centro di uno studio coordinato e finanziato dalla NASA. Il documento, “Ice Giants – Pre-decadal survey mission study report”, disponibile per la consultazione a questo link, è stato realizzato anche con la collaborazione dell’ESA e di vari enti di ricerca, tra cui l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF. Si tratta del primo di una serie di studi che la NASA sta conducendo nell’ambito della prossima Planetary Science Decadal Survey, il documento che individua gli obiettivi dell’ente spaziale americano nell’esplorazione planetaria per il periodo 2022-2032. Lo studio su Urano e Nettuno identifica i target scientifici di potenziali missioni verso questi due mondi, così come le tipologie di sonde, traiettorie, strumenti e tecnologie che dovrebbero essere utilizzate. La ricerca, inoltre, evidenzia l’importanza di esplorare questi pianeti, dato che ancora non si sa come si siano formati e che presentano delle caratteristiche di grande interesse, come anelli, campi magnetici caratterizzati da un singolare orientamento e grandi ‘famiglie’ di satelliti naturali (al momento, ne sono noti 27 per Urano e 14 per Nettuno).

Pianeti gassosi e ghiacciati a confronto (Crediti: JPL/Caltech, based on material from the Lunar and Planetary Institute)

Un altro elemento che dev’essere approfondito, secondo gli studiosi, è l’effettiva presenza del ghiaccio sui due corpi celesti, che vengono usualmente chiamati ‘giganti ghiacciati’. I ricercatori, infatti, ritengono – sulla base delle conoscenze a disposizione ad oggi – che la quantità di ghiaccio solido sui due pianeti sia relativamente bassa e che sotto la loro coltre di nubi si nascondano degli oceani per circa due terzi della loro massa totale.Una caratteristica che li rende del tutto diversi dai giganti gassosi come Giove e Saturno e dai pianeti rocciosi del Sistema Solare interno, come la Terra. Le differenze nella composizione sono illustrate nell’immagine a destra (Credits: JPL/Caltech, based on material from the Lunar and Planetary Institute). Conoscere meglio la realtà di Urano e Nettuno, secondo gli autori del documento, sarà utile sia per approfondire la storia e l’evoluzione del Sistema Solare, sia per comprendere più a fondo quegli esopianeti ritenuti simili ai nostri due ‘giganti ghiacciati’. Al momento, un solo manufatto umano si è spinto verso la ‘coppia’ di ghiaccio: si tratta della sonda Voyager 2 della NASA, che, lanciata nel 1977, nel suo peregrinare nel Sistema Solare esterno ha effettuato un fly by di Urano nel 1986 e uno di Nettuno nel 1989. A questi due sorvoli si devono le ben note foto dei due pianeti (insieme nell’immagine in alto: a sinistra Urano e a destra Nettuno – Credits: NASA/JPL-Caltech).

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