Di fiamme “arde” Cygnus

La sicurezza antincendio è una componente fondamentale nella vita in orbita. Le agenzie spaziali internazionali si impegnano costantemente a studiare e convalidare nuovi sistemi degli ambienti di bordo e materiali innovativi, in grado di ridurre i rischi durante le missioni spaziali. Il secondo esperimento svolto dalla NASA in questo ambito, denominato Saffire-II (Spacecraft Fire Safety), prevede lo studio degli effetti scaturiti dalla combustione di nove materiali utilizzati comunemente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Saffire-II è il secondo di una serie di tre esperimenti di sicurezza antincendio, e si basa sui dati forniti in precedenza durante il primo test, Saffire-I, estendendo lo studio a nuovi materiali ignifughi.

Il team di Saffire (Credits: NASA)

L’esperimento Saffire-II si è svolto nel mese di ottobre 2016. I nove campioni utilizzati durante il test a bordo della navicella cargo Cygnus includono i materiali in misto cotone e micro-resina, (Nomex) e lo stesso vetro acrilico che compone le finestre dei veicoli spaziali. Il 21 novembre scorso, alle 14:22 (ora italiana), gli astronauti Shane Kimbrough, della NASA, e Thomas Pesquet, dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno attivato il braccio robotico Candamarm2 della Stazione Spaziale per rilasciare il veicolo spaziale Cygnus. Successivamente all’1:30 di mattina l’esperimento Saffire-II è stato avviato; alle 2:04 sono state catturate più di 106.000 immagini dei campioni 1-6 e a seguire quelle dei campioni 7-9. Le immagini sono state caricate dallo staff della Orbital ATK e trasferite ai ricercatori della NASA per le analisi e per la successiva diffusione.

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