Dawn alla ricerca della ‘luce’

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Astronomical Journal, l’area luminosa identificata nel cuore del cratere Occator del pianetata nano Cerere, conosciuta come Cerealia Facula, è 30 milioni di anni più giovane del cratere stesso che ne vanta 34.

Gli scienziati hanno utilizzato i dati raccolti dalla sonda della NASA Dawn per analizzare nel dettaglio la ‘cupola’ di Occator, concludendo che il materiale che compone quelle formazioni brillanti ha infatti circa 4 milioni di anni, un’età abbastanza recente in termini geologici.

Il team guidato dal Max Planck Institute for Solar System Reasearch ha analizzato i dati raccolti attraverso le camere e lo spettrometro italiano di bordo VIR.

Il nuovo studio sostiene le precedenti interpretazioni del team Dawn, ritenendo che il materiale riflettente sia formato da depositi di carbonati, sebbene non confermi la presenza di nessuno dei sali precedentemente identificati. Le aree luminose limitrofe, chiamate Vinalia Faculae, sono composte da una miscela di carbonati e materiale scuro.

Nuovi dati suggeriscono che la cupola luminosa di Occator – che ricopre un’area ampia 400 metri in altezza e larga 3 chilometri – non sarebbe il risultato di un singolo evento, ma di una lunga serie di esplosioni eruttive innescate dallo schianto che ha generato il cratere stesso: l’evento violento avrebbe fatto fuoriuscire i sali nascosti sotto la superficie, agevolati dalla pressione che ha fratturato il suolo formando, a più riprese, la ‘cupola’ che vediamo oggi.

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