Danza tra giganti

(ASI) – Una danza frenetica si svolge tra le stelle, a più di 750 milioni di anni luce dalla Terra. Protagonisti due ballerini d’eccezione. Due giganti cosmici. Sono una coppia di buchi neri supermassicci.A osservare e misurare il loro turbinare l’uno intorno all’altro un team di ricercatori coordinato dall’University of New Mexico, che comprende anche studiosi della Stanford University, dell’U.S. Naval Observatory, del Gemini Observatory e del National Radio Astronomy Observatory (NRAO). I dettagli della ricerca, frutto di dodici anni di studi, sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal. I due buchi neri hanno masse pari a circa 15 miliardi di volte quella del Sole, e il loro periodo orbitale è di circa 24 mila anni. “Abbiamo cercato a lungo queste coppie di buchi neri supermassicci orbitanti – commenta Karishma Bansal, prima firmataria dello studio -. Finora, infatti, nessuno era riuscito a osservarli”. Proprio dalla danza di due buchi neri, di massa però stellare, sono state emesse le onde gravitazionali catturate per la prima volta nel settembre 2015 dalle collaborazioni internazionali LIGO e VIRGO, a un secolo di distanza dalla previsione di Einstein. Gli scienziati si sono, in particolare, avvalsi di una rete di 10 radiotelescopi negli USA, il Very Long Baseline Array (VLBA) del NRAO, in grado di captare i segnali radio emessi a varie frequenze dai buchi neri danzanti. Sono, così, riusciti a tracciarne la traiettoria nel tempo. Secondo gli autori, questa osservazione potrà aiutare gli scienziati a comprendere meglio l’evoluzione delle galassie, e il ruolo giocato proprio dai buchi neri supermasssicci. Gli astronomi pensano, infatti, che uno scenario analogo a quello che stanno studiando potrebbe verificarsi tra la Via Lattea e la galassia di Andromeda, che ospitano entrambe nel loro cuore buchi neri supermassicci. Le due galassie, infatti, secondo i modelli teorici più accreditati, sono destinate a collidere nel giro di circa quattro miliardi di anni. Studiare la danza cosmica tra buchi neri supermassicci, quindi, potrebbe fornire preziose informazioni su quel che potrebbe accadere nel nostro spicchio di Universo.

Crediti Foto: JOSHUA VALENZUELA/UNM

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