D-SAT comincia i test

(ASI) – Scattata la prima immagine della Terra da parte del satellite D-SAT, il primo satellite che sarà rimosso in maniera diretta e controllata alla fine della sua missione grazie a un dispositivo dedicato integrato a bordo.

Dal punto di vista tecnico, D-Sat è un CubeSat da tre unità, progettato, costruito, e operato da D-Orbit. Il satellite è stato lanciato lo scorso 23 giugno con un lanciatore indiano, il PLSV, ed eseguirà tre esperimenti in un’orbita eliosincrona di 500 km di altitudine. Al termine della missione, D-Sat eseguirà una manovra di rientro diretta e controllata che ne causerà la distruzione al di sopra dell’oceano, lontano da aree abitate. La stessa tecnologia può essere utilizzata per satelliti di massa fino a cinque tonnellate.

“Questa missione è una pietra miliare nel modo in cui affrontiamo il problema dei detriti spaziali,” ha commentato Luca Rossettini, fondatore e amministratore delegato d D-Orbit. “Crediamo che qualunque cosa che viene inviata nello spazio debba essere rimossa non appena ha esaurito il suo compito, e vogliamo mettere a disposizione una soluzione pratica e accessibile per rendere possibile questa visione. Il nostro sogno è riuscire ad avere un D3 installato in ogni nuovo satellite entro il 2025″.

Come parte della sua missione, D-Sat eseguirà un test orbitale del protocollo MAMES (Multiple Alert Message Encapsulation), definito da ETSI (European Telecommunications Standards Institute). MAMES è un protocollo che permette di incapsulare diversi formati di messaggi d’allarme, con l’obiettivo di distribuire messaggi di allarme alle vittime di disastri naturali in aree nelle quali le infrastrutture di telecomunicazione sono state compromesse.

Questi scenari di emergenza stanno diventando sempre più comuni a causa della correlazione tra cambio climatico e fenomeni naturali come uragani, incendi, tornado, piogge torrenziali, e inondazioni, per cui questo esperimento potrebbe aiutare a salvare centinaia di vite.

La campagna di raccolta fondi Kickstarter permetterà di estendere le operazioni orbitali, rendendo possibile un test più approfondito di MAMES e dei sui casi d’uso.

D-SAT comincia i test