Curiosity: Marte non è solo rocce

(ASI) – Atterrato il 6 agosto del 2012 nel cratere marziano Megan Gale, il rover Curiosity della NASA ha celebrato recentemente i quattro anni di missione, 1421 sol (giorno marziano) per l’esattezza e 13.6 chilometri sul pianeta rosso.

E invece di una attesa fine missione per la fine dell’anno, ha visto prolungarsi il suo impegno per altri due, grazie alla batteria al plutonio che lo tiene in vita e ai molti sondaggi e analisi che dovrà ancora compiere. Curiosity aveva e ha un obiettivo ambizioso: trovare su Marte tracce di ossigeno, azoto, idrogeno, zolfo, carbonio, insomma tutti quegli elementi necessari alla presenza di vita.

Questi dati sono ora nel bagagliaio di Curiosity, grazie al Yellowknife Bay, dove sembra nel passato vi fossero quelle condizioni. E si spera che trovino ulteriore conferma nei prossimi due anni. Il rover, insieme ai suoi predecessori, ha confermato che Marte non è solo un pianeta roccioso dove la presenza di acqua è stata parziale e limitata nel tempo. Al contrario, è un pianeta dove la vita, seppur primordiale, può aver trovato modo di svilupparsi, con laghi e rocce di silicato. Non avrebbe avuto però modo di evolversi, strappata, come sembra, sia stata l’atmosfera marziana dalla migrazione di Giove.Ora il rover della NASA si trova alle pendici delle colline di Murray Buttes pronto ad affrontare la scalata del Monte Sharp per raccontarci ancora Marte, ma da ben più alto punto di vista. E visto i 320000 scatti fatti fin qui, c’è da credere che ne vedremo ancora delle belle, foto questa volta, in senso letterale.

A breve sul suolo del pianeta rosso arriverà un altro scienziato robotico, il lander Schiaparelli e a seguire, nel 2020, il rover di ExoMars dell’ESA con una trivella per analisi del terreno mai usata prima. Ma anche la sonda NASA Mars Semple Returne. Insomma i misteri di Marte non potranno restare a lungo tali.

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