COSMO-SkyMed compie 10 anni

(ASI) – Il ghiaccio è una delle meraviglie della Terra. Se avete fatto trekking su un ghiacciaio delle Alpi o dell’Alaska, avrete avuto la sensazione di camminare non solo su un immenso serbatoio d’acqua, ma di entrare in una preziosa miniera di informazioni sul pianeta. Dal cielo, grazie alle immagini delle costellazioni di satelliti, le superfici gelate spesso ci appaiono come i paesaggi del pittore cubista George Braque, che vedeva una natura ipnotica, geometricamente frammentata e colorata con tinte brillanti. Molto simile alle viste dall’alto che i satelliti dotati di tecnologia SAR (Radar ad Apertura Sintetica) del programma COSMO-SkyMed ci inviano da tutto il mondo. Non è un caso ricordare l’importanza delle applicazioni per l’Osservazione della Terra nel contrasto al climate change: 10 anni fa, il 7 giugno 2007, veniva messo in orbita il primo satellite della costellazione COSMO-SkyMed. Si tratta di un’eccellenza scientifica e tecnologica, finanziata dall’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, in partnership con il Ministero della Difesa, e realizzata grazie alle competenze dell’industria spaziale italiana, con Leonardo e le sue joint-venture Thales Alenia Space e Telespazio. Si tratta del primo sistema al mondo concepito per un utilizzo duale, sia civile sia militare: in particolare il controllo del territorio e del mare, la prevenzione e la gestione dei disastri, l’analisi dei dati sul cambiamento climatico, il monitoraggio costiero, dei ghiacci, delle risorse agricole e forestali e il controllo urbano. Tra una settimana il G7 dell’ambiente a Bologna ci ricorderà le sfide che l’umanità ha di fronte per la preservazione del pianeta, in un momento in cui il confronto politico si è fatto più incerto e complicato. Ma come sempre, è bene tenere presente i dati che devono guidarci nell’analisi dei problemi e nella scelta delle soluzioni: 26 delle 50 variabili fondamentali per l’analisi del clima sono osservabili dai satelliti. COSMO-SkyMed (Archivio ASI) COSMO-SkyMed viene utilizzato per un’analisi approfondita dei “climatizzatori” più importanti della Terra, le regioni polari. Sono aree che hanno un impatto importante sul clima, sul meteo e sul funzionamento dell’intero ecosistema. Senza contare che si tratta di nuovi territori di conquista dal punto di vista dello sfruttamento delle risorse e dell’utilizzo delle rotte.L’Osservazione della Terra rappresenta un affidabile strumento per il monitoraggio delle superfici ghiacciate, complementare alle più accurate osservazioni aeree e in situ, poiché in grado di fornire una visione sinottica del quadro. COSMO-SkyMed è anche uno strumento potente per la misurazione del movimento dei ghiacciai, perché può compiere acquisizioni multiple con un breve intervallo e da diverse angolazioni. Ma vediamo due esempi.Nel quadro del programma di Osservazione della Terra della Commissione Europea, “Copernicus”, che comprende i satelliti Sentinel e quelli di COSMO-SkyMed, sono state riprese ed elaborate immagini di due iceberg staccatisi dalla piattaforma antartica Nansen. Grazie all’uso sinergico delle immagini, i ricercatori del CNR hanno analizzato il fenomeno dall’inizio, nel 2013. Un altro studio riguarda il monitoraggio della deriva del ghiaccio marino attraverso lo stretto di Fram, tra le isole Svalbard e la Groenlandia. In questa zona la corrente scorre verso Sud e, pertanto, questa funge da serbatoio d’acqua dolce con un potenziale impatto su tutto l’Oceano Atlantico. Le misurazioni si fondano su un sistema di boe e sulle osservazioni raccolte dalla costellazione di COSMO-SkyMed. Come è facile capire, l’analisi dei dati è fondamentale per la previsione delle dinamiche climatiche e metereologiche e per capire il mutamento di alcuni equilibri fondamentali della Terra.L’ASI continuerà a promuovere studi di ricerca e sviluppo sui poli attraverso “Open call” che verranno pianificate sulla base delle esigenze degli utenti sia istituzionali sia commerciali. Ma, qualunque siano le esigenze, le informazioni che stiamo raccogliendo saranno cruciali per definire le prossime politiche ambientali e per avere una maggior comprensione della nostra cara Terra.

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