Come gli anelli di Saturno influenzano la ionosfera

(ASI) – La messe di dati e ‘scatti d’autore’ raccolta da Cassini durante il suo lungo viaggio continua a riservare sorprese e a svelare ulteriori particolari su Saturno.

Nei suoi ultimi mesi, prima del tuffo finale nell’atmosfera del pianeta, la sonda NASA-ESA-ASI è stata impegnata in una serie di flyby negli anelli più interni di Saturno, ad altitudini comprese tra 2500 e 4000 chilometri, attraversando la ionosfera del pianeta – la fascia dell’atmosfera nella quale le radiazioni del Sole, e in misura molto minore i raggi cosmici provenienti dallo spazio, provocano la ionizzazione dei gas componenti.

I dati raccolti dallo strumento Radio and Plasma Wave Science a bordo del veicolo hanno rivelato una ionosfera relativamente fredda e densa. Questo, secondo un nuovo studio, potrebbe essere spiegato attraverso il fenomeno denominato “ring rain”, secondo il quale gli ioni d’acqua provenienti dagli anelli del pianeta interagiscono con gli elettroni nella ionosfera.

Gli anelli, infatti, si comportano come una gigantesca nube che fa cadere sul pianeta una pioggia di particelle ghiacciate che interagisce con la ionosfera di Saturno, determinando su di essa zone di colore più scuro, simile a delle ombre, dovute all’assorbimento delle radiazioni ultraviolette del Sole da parte degli anelli. Il fenomeno di “ring rain” potrebbe essere dovuto anche a variazioni nella radiazione ultravioletta del Sole, a forti variazioni longitudinali del vento o al campo magnetico degli anelli.

Frutto della collaborazione tra Nasa, Esa ed Asi, la missione Cassini ha avuto come obiettivo lo studio di Saturno e del suo sistema di anelli e lune, con particolare riguardo a Titano. La complessità del pianeta e del suo vasto ‘entourage’ di satelliti naturali, infatti, rappresenta un elemento di grande rilievo per analizzare i processi di evoluzione di un sistema planetario.

Lanciata il 15 ottobre 1997, Cassini ha raggiunto Saturno dopo 7 anni di viaggio, durante i quali ha percorso oltre 3 miliardi e mezzo di chilometri, inserendosi nell’orbita del pianeta il 1° luglio 2004. Superata brillantemente la ‘maggiore età’, la sonda è stata attiva fino al 15 settembre 2017, giorno del suo ‘Grand Finale’.

Come gli anelli di Saturno influenzano la ionosfera