Cielo d’Antartide tinto di blu

Il cielo è blu elettrico sopra l’Antartide. Merito delle cosiddette nubi nottilucenti osservate tra il 17 e il 28 novembre 2016 dalla sonda NASA Aeronomy of Ice in the Mesosphere (AIM), un satellite artificiale immesso su un’orbita polare di 600 km di quota nel 2007 per lo studio di questo particolare fenomeno naturale.

Osservate per la prima volta nel 1885, le nubi nottilucenti sono un fenomeno ottico dell’alta atmosfera terrestre. Appaiono simili a nubi debolmente fosforescenti, sullo sfondo scuro del cielo notturno senza Luna. Si possono osservare con maggiore frequenza nei mesi estivi, al crepuscolo, alle alte latitudini, tra i 50° e il 70°, sia a nord che a sud dell’equatore. Le nubi nottilucenti sono correlate con i minimi solari: il loro numero aumenta, cioè, quando diminuiscono le macchie solari.

L’ipotesi più probabile sull’origine di queste affascinanti nubi di cristalli di ghiaccio, che si accendono di un blu intenso quando riflettono la luce del Sole, è che siano formate da pulviscolo meteoritico portato da moti convettivi della mesosfera, il terzo dei cinque strati in cui è suddivisa l’atmosfera. Compresa tra la stratosfera e la termosfera, i confini esatti della mesosfera variano con la latitudine e le stagioni, ma il suo limite inferiore si trova in genere a un’altezza di circa 50 km al di sopra della superficie terrestre.

La sonda della NASA studia le nubi nottilucenti per comprendere meglio la mesosfera e le sue connessioni con le altre regioni dell’atmosfera, il meteo e il clima. Relazioni che gli scienziati definiscono teleconnessioni. Le osservazioni avvengono stagionalmente, durante le estati, sia nell’emisfero Nord che Sud, quando la mesosfera è uno dei luoghi più freddi del Pianeta, con le temperature che scendono a circa -135 gradi centigradi.

Crediti: NASA/HU/VT/CU-LASP/AIM/Joy Ng, producer

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Cielo d’Antartide tinto di blu