Cassini, lo spettacolo va in scena

Come in ogni spettacolo che si rispetti, c’è suspense per il Grand Finale. Un giorno di silenzio, necessario ad avviare con slancio la sequenza conclusiva di tuffi che la condurranno alla fine della sua carriera dal punto più alto dell’orbita: la sonda internazionale Cassini, prossima al “pensionamento” dopo 13 anni di lavoro intorno a Saturno, è ufficialmente sulla strada del Grand Finale – la serie di 22 manovre con cui porterà a termine la sua vita operativa il 15 settembre prossimo.La missione interplanetaria NASA/ESA/ASI, dopo aver scattato le ultime cartoline e aver raggiunto il 22 aprile scorso la massima distanza da Saturno, ha cominciato oggi alle 8 italiane le attività conclusive in modalità silente, in quanto l’antenna ad alto guadagno HGA – fornita dall’ASI – sta proteggendo la sonda dalle microparticelle e quindi non è orientata verso la Terra. Mentre effettua il primo tuffo, nessun contatto con la Terra. In compenso la sonda continuerà ad effettuare osservazioni che aggiungeranno dettagli alla straordinaria mole di dati raccolti nella sua lunga carriera. Lo stop alle comunicazioni durerà fino alle 9:05 di domani, quando i contatti radio saranno ripristinati e verrà dato il la all’invio degli ultimi dati immagazzinati dalla sonda: nuove immagini radar che completeranno il ritratto già abbozzato della nebbiosa luna di Saturno, Titano.Il reporter Cassini ha effettuato il suo 127esimo e ultimo passaggio ravvicinato su Titano il 21 aprile, fotografando l’obiettivo da una distanza di 979 chilometri dalla superficie. Con le nuove informazioni a disposizione, gli scienziati saranno in grado di completare il quadro: lo sguardo radar infatti aggiungerà nuove informazioni sui laghi e i mari di idrocarburi individuati sul satellite naturale di Saturno, svelando inoltre i dettagli di una regione già osservata ma mai prima d’ora a queste lunghezze d’onda, per comprendere la natura delle strutture presenti su Titano – inclusa la misteriosa isola magica.Il recente flyby d’addio alla luna, oltre a permettere agli esperti di catturare un’ultima preziosa istantanea, ha fornito a Cassini la spinta giusta per il Grand Finale. Durante il rendez vous spaziale, la gravità della luna infatti ha fatto deviare la traiettoria della sonda, immettendola sul corretto percorso orbitale verso il principio della fine e le ha impresso un’accelerazione pari a 860,5 metri al secondo.Per celebrare l’avvio della sequenza di tuffi che porteranno la missione Cassini a congedarsi definitivamente dal palcoscenico cosmico, interviene anche Google con un doodle dedicato al Grand Finale. Si tratta di un piccolo pensiero multimediale che rende l’idea di quanto la longeva missione, attraverso le sue imprese e le sue immagini spettacolari, abbia cambiato la storia dell’esplorazione spaziale e impressionato il pubblico di non addetti ai lavori.L’ultima immagine – non ancora analizzata – di Titano, realizzata il 21 aprile scorso in occasione del flyby. Credits: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

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