Cassini chiama Terra

Questa settimana le antenne radio delle stazioni di terra dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), situate a New Norcia (Australia) e a Malargue (Argentina), hanno registrato nuovi segnali inviati dalla sonda internazionale Cassini, nel suo tour finale su Saturno.

La longeva missione Cassini-Huygens, partita nel 1997, frutto di una collaborazione ASI/ESA/NASA, è una delle imprese di esplorazione di maggior successo.

Dal 2004 la navicella sta studiando Titano e il sistema di Saturno, restituendo a Terra una grande quantità di immagini del massiccio pianeta e del suo indimenticabile sistema di anelli.

Superata brillantemente la ‘maggiore età’, la sonda sarà operativa fino al 15 settembre 2017, giorno del ‘Gran Finale’ in cui avrà luogo il tuffo conclusivo nell’atmosfera del pianeta.

Lo scorso mese Cassini ha effettuato 20 sorvoli sopra il Polo Nord del pianeta per poi scendere più in basso verso l’anello F, situato al di fuori degli anelli più grandi e ad aprile compirà una serie finale di 22 immersioni tra il pianeta e la parte interna degli anelli.

Le stazioni di terra dell’ESA, a partire dallo scorso dicembre, hanno iniziato a lavorare con il Deep Space Network della NASA per registrare i segnali radio trasmessi da Cassini ad una distanza di 1,6 miliardi di km, aiutando gli scienziati a studiare l’atmosfera di Saturno e i suoi anelli enigmatici.

Sino a luglio 2017 verranno registrati i segnali radio che attraverseranno o ‘rimbalzeranno’ nell’atmosfera e negli anelli di Saturno. Le variazioni nella forza e nella frequenza dei segnali contengono preziose informazioni sulla composizione, lo stato e la struttura del pianeta.

Le prime tre registrazioni che hanno coinvolto l’ESA sono state condotte nel mese di dicembre, seguite da altre due, rispettivamente il 3 e il 10 gennaio. In programma sono previsti più di venti collegamenti.

Alcune registrazioni del contatto di Cassini con la Terra dureranno più di 10 ore, richiedendo passaggi tecnicamente complessi nella ricezione del segnale tra le stazioni ESA e NASA.

“Per i primi mesi del 2017, registreremo i segnali che Cassini invierà durante il transito nel sistema di anelli o nell’atmosfera” afferma Daniel Firre, Service Manager presso il centro di controllo della missione ESA, a Darmstadt, Germania. “Dopo aprile, l’orbita di Cassini si abbasserà e inizieremo a registrare i primi segnali da utilizzare per l’analisi della gravità”.

“Le stazioni dell’ESA stanno fornendo dati scientifici molto importanti, evidenziando come la cooperazione tra le agenzie può permettere lo svolgimento di missioni planetarie preziose” osserva Aseel Anabtawi, del team scientifico che analizza il segnale radio al Jet Propulsion Laboratory della NASA.

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