Giove, la stella di Byron

(ASI) – Che cosa hanno in comune la Luna, Giove e la più grande eruzione vulcanica mai registrata nella storia?

Esattamente 200 anni fa, sono stati fonte di ispirazione per il poeta romantico britannico Lord Byron nella scrittura di “Childe Harold’s Pilgrimage”, opera che lo ha reso celebre.

A catturare l’attenzione di un team di astronomi, sono state le tre stanze che il poeta ha dedicato ad uno spettacolare crepuscolo osservato in Italia nell’agosto del 1817 e in particolare quello che Byron scrisse su un’insolita stella luminosa che appariva molto vicina alla Luna crescente. Nella prima edizione della sua opera specificò, in una nota, che la descrizione del cielo non era frutto della sua immaginazione ma un vero evento che aveva osservato durante una passeggiata a cavallo con John Cam Hobhouse lungo il Canale del Brenta.

Oggi, gli astronomi del Texas State University, in un recente studio pubblicato sulla rivista Sky e Telescope, hanno evidenziato che la famosa stella menzionata da Byron, in realtà, era un pianeta. Si trattava di Giove, nel periodo di congiunzione con la Luna in cui il gigante gassoso è più visibile e molto più vicino al nostro satellite.

In un manoscritto personale del compagno di viaggio del poeta, Hobhouse, è stato possibile ricavare altri dettagli sul viaggio e sulla data esatta dell’evento: il 20 agosto 1817. Questi dati hanno permesso agli astronomi di ricreare l’itinerario percorso da Byron lungo il canale del Brenta; attraverso un software astronomico il team è riuscito a ricreare lo stesso ‘panorama’ di quella sera e a calcolare quando sarà possibile assistere nuovamente all’evento, permettendo ai moderni spettatori di osservare, almeno in parte, quel cielo che ispirò le stanze di Byron duecento anni fa.

Per pura coincidenza, sarà possibile già da questa estate, durante i tramonti del 30 giugno e del 1° luglio prossimi, il 29 e il 29 luglio e ancora il 24 e il 25 agosto.

Nell’opera, inoltre, Byron parla di un cielo nuvoloso ma con colori insolitamente vividi. Molti indizi nella sua opera farebbero pensare all’esplosione del vulcano Tambora, in Indonesia, nel 1815, la più potente mai registrata che ha ‘colorato’ i cieli di tutto il mondo e che avrebbero ispirato il poeta.

Giove, la stella di Byron