Alle porte del Palazzo Celeste

(ASI) – Cina spaziale avanti tutta. All’1:30, ora italiana, del 17 ottobre la navetta Shenzhou-11 ha lasciato il deserto del Gobi, rispettando i tempi annunciati a gennaio da Pechino nel piano spaziale nazionale. A bordo della capsula, spinta in orbita da un vettore Lunga Marcia 2F, due taikonauti, il comandante Jing Haipeng, veterano con due voli spaziali alle spalle e Chen Dong, ingegnere di volo alla prima missione.

Rendezvous e docking con il laboratorio spaziale Tiangong-2, in orbita dallo scorso 15 settembre, sono previsti dopo due giorni di viaggio. Una volta varcata la soglia del ‘Palazzo Celeste’ i due taikonauti conduranno esperimenti in ambito biologico e tecnologico, uno dei quali prevede l’impiego della diagnostica ad ultrasuoni.

L’equipaggio si dedicherà inoltre alla coltivazione di lattuga e alla messa in funzione del braccio robotico di bordo. Previste anche procedure di training per eventuali riparazioni del modulo. La permanenza della crew in orbita sarà di 30 giorni e, stando a fonti ufficiali dell’agenzia cinese, sarà la prima e l’unica missione con equipaggio sul Tiangong-2.

Per tornare a volare i taikonauti dovranno dunque aspettare il lancio del Palazzo Celeste numero 3 – previsto dopo il 2020 – ultima ‘prova generale’ prima dell’inizio dell’assemblaggio in orbita della grande stazione modulare, la cui costruzione, secondo le intezioni di Pechino, dovrebbe concludersi in concomitanza con il pensionamento della ISS.

La prossima tappa in calendario è il lancio nell’aprile 2017 del veicolo cargo denominato Tanzhou-1, che debutterà insieme al nuovo vettore Lunga Marcia 7. La ‘Nave Celeste’ dovrà agganciarsi al Tiangong-2 per verificare la capacità della Cina di rifornire in modalità automatica il futuro avamposto spaziale.

Alle porte del Palazzo Celeste